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Diario


8 giugno 2016

Lettera aperta ai sindaci sulla V.I.A. Italcementi Calusco: ''Indagine epidemiologica e amministratori locali: tante parole al vento. E i fatti?'' INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03286 presentata da ZANELLA LUANA (VERDI) in data 16/04/2007

Lettera aperta ai sindaci sulla V.I.A. Italcementi Calusco: ''Indagine epidemiologica e amministratori locali: tante parole al vento. E i fatti?''



Egregi Sig.ri Sindaci dei comuni di:
Carvico, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Merate, 
Paderno d'Adda, Robbiate, Solza, Sotto il Monte, 
Verderio, Villa d'Adda.


Dopo l'incontro da noi organizzato il 5 Aprile 2016 tra uno specialista epidemiologo di rilevanza nazionale e 12 amministrazioni comunali, che si erano dette favorevoli/interessate allo svolgimento di una indagine epidemiologica georeferenziata con metodo caso-controllo sui casi acuti nella zona di ricaduta delle emissioni di Italcementi Calusco d'Adda (alcune delle quali vantavano anche una specifica mozione approvata in consiglio comunale), non abbiamo più avuto riscontri da parte vostra sull'andamento del progetto.

Ad apposito sollecito ci è stato risposto che la scelta che vi apprestate a compiere è quella di dare corso a un monitoraggio dell'aria (???) del territorio che dovrebbe effettuare l'Arpa, forse, nel 2017.

Tale scelta, per quanto non contrasti con la necessità di avere un quadro di conoscenza il più possibile completo della situazione ambientale del nostro territorio, appare totalmente inadeguata alle contingenti e stringenti necessità dettate dalla fase: la richiesta di Italcementi, a cui la Provincia di Bergamo dovrà dare risposta, non è al 2017, ma ora!

Ricordiamo (ma ormai ben lo sapete) che una indagine epidemiologica georeferenziata con metodo caso-controllo sui casi acuti è l'unico metodo VELOCE, SICURO e per giunta anche POCO DISPENDIOSO che consente di valutare la reale condizione sanitaria della popolazione residente sul territorio limitrofo allo stabilimento Italcementi di Calusco e determinare, quindi, se la stessa può subire uno stress aggiuntivo determinato dall'ingentissimo aumento del quantitativo di rifiuti bruciati.

E ricordiamo inoltre (consapevoli che ben sapete anche questo) che in sede di Conferenza dei Servizi del 14/12/2015 la ASL di Bergamo affermò di non poter promuovere essa stessa una indagine epidemiologica (osservazione messa a verbale) e suggerì ai Sindaci di provvedere in proprio a nominare un apposito consulente se interessati allo svolgimento dell'indagine.

Appare sempre più evidente che in realtà voi a questa indagine non siete interessati e/o cercate di prendere tempo o di eluderla.

Ma così facendo eludete l'importante e complessa responsabilità che avete assunto al momento del vostro insediamento alla carica di Sindaco, ovvero l'obbligo di tutela e salvaguardia della salute dei vostri cittadini.

Responsabilità a cui adempiere anche attraverso la messa in atto di TUTTE LE INIZIATIVE UTILI E NECESSARIE a VIGILARE SULLA LORO SALUTE E A CONTRASTARE TUTTO CIO' CHE PUO' NUOCERE AI SINGOLI E ALLA COMUNITA'.
Cosa dovete ancora verificare sulle modalità con le quali commissionare una "indagine epidemiologica"?

Non sono bastate le indicazioni, i chiarimenti, la documentazione messa a disposizione, anche grazie al lavoro dei comitati cittadini, dai medici e dagli esperti che avete avuto modo di incontrare direttamente e che si sono messi a vostra disposizione dichiarandosi anche disponibili ad assumere un incarico a titolo completamente gratuito?

Avete ancora dubbi sulla pericolosità dell'incenerimento di rifiuti in un sito preposto a fare altro, e cioè cemento?

Avete presente che un cementificio che utilizza rifiuti per la sua produzione può inquinare fino a sette volte più di un inceneritore che brucia i medesimi rifiuti, con le conseguenze connesse?

Avete partecipato ad assemblee con altri sindaci nelle quali vi eravate detti disponibili all'indagine epidemiologica; molti di voi erano presenti alla manifestazione promossa a novembre dai comitati cittadini con tanto di gonfalone: cos'è subentrato per farvi cambiare idea? Si torna alle compensazioni? Salute in cambio di contributi? Salute in cambio di casette dell'acqua, piste ciclabili, tangenziali inutili?

Dall'ottobre 2014 ci stiamo battendo con un unico obiettivo: SALUTE, PREVENZIONE, SICUREZZA AMBIENTALE, FUTURO!

Siamo e vogliamo rimanere ben distanti da basse logiche di potere politico, piene di dichiarazioni pubbliche a cui seguono ben poche azioni.

Da oltre 1 anno ci troviamo di fronte ad amministrazioni che sono prive di una capacità/volontà di decidere solo ed esclusivamente per tutelare il bene della popolazione e che improvvisano baratti tribali (le compensazioni) per mettersi in pace con la propria coscienza mentre ingannano inconsapevoli cittadini.

Ebbene, questo è il momento di agire e nessuno vi toglierà le castagne dal fuoco. Siete una parte rilevante ed influente di un processo decisionale in itinere che potete ancora condizionare con le vostre scelte, a tutto vantaggio della popolazione e della vostra stessa dignità di uomini occupanti ruoli istituzionalmente fondamentali.

Noi non ci fermeremo perché i vostri incarichi hanno un termine, ma la salute nostra e dei nostri figli è un valore eterno.

Fatevene carico anche voi per la parte che vi compete!

Vi informiamo sin d'ora che, sulla base delle scelte che assumerete, daremo avvio ad una campagna mediatica e informativa a tutta la cittadinanza e a iniziative a sostegno delle nostre convinzioni.

Convinzioni che non sono solo nostre, ma appartengono ai quasi 10.000 cittadini che 1 anno fa hanno firmato la petizione popolare che, come comitati, abbiamo promosso e che da allora continuano a seguire assiduamente la vicenda Italcementi Calusco.

Saranno i cittadini a valutare l'operato dei loro rappresentanti.

Con i migliori saluti,
Rete Rifiuti Zero Lombardia - Comitato la nostra aria

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03286 presentata da ZANELLA LUANA (VERDI) 
Atto Camera Interrogazionea risposta scritta 4-03286
presentata da LUANAZANELLA
lunedì 16 aprile 2007nella seduta n.144 ZANELLA.
- Al Ministrodell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dellasalute.
- Per sapere - premessoche: la magistratura ha aperto un'indagine su alcune morti sospette di exlavoratori dell'Italcementi di Monselice;
si tratta di una decina didecessi in un particolare reparto dei 40 e più denunciati (TG3regionale-nazionale e TNE ne hanno dato grande risalto, così come il Mattino diPadova e il Corriere del Veneto );
il fascicolo relativoall'inchiesta giudiziaria fa seguito ad un esposto presentato nel 1998 e piùvolte aggiornato con altre informazioni e casi di ex dipendenti decedutidell'Italcementi di Monselice, da parte di un rappresentantedell'organizzazione sindacale di base «ADL-Cobas» e del Comitato Popolare«lasciateci respirare», riconoscendo per alcuni dei casi presentati rilevanzaper l'apertura dell'indagine sulle cause reali di morte; nell'areaEste-Monselice (Padova) insistono, in pochi chilometri quadrati, 3 cementifici(due in Comune di Monselice e uno in Comune di Este, record europeo in terminidi concentrazione di questo tipo d'impianti), pari a 5 forni di produzione diclinker le cui emissioni (dirette dai camini e indiretti dal traffico indotto)sono concausa principale dell'inquinamento atmosferico rilevato dal PianoRegionale di Tutela e Risanamento Atmosferico che inserisce tale area traquelle di maggior rischio regionale e per prioritari interventi di tutela erisanamento (fonte: Regione Veneto); i 3 cementifici di cui sopra operano in unraggio di soli 5 chilometri e risultano incompatibili con le finalità del ParcoRegionale dei Colli Euganei; da oltre un decennio i cementifici utilizzanorifiuti che definiscono arbitrariamente «prodotti secondari», come sostitutivoalle materie prime e fanno attività di «recupero di rifiuti di origineindustriale»;
in tale modo, finiscononel ciclo produttivo decine di sostanze inorganiche come scorie di acciaieria,sabbie di fonderia, rifiuti di refrattari, fanghi di cartiera, ceneri dainceneritore e altri rifiuti le cui caratteristiche non sono note e controllatecon la necessaria prudenza;
questi impianti, dopo averpiù volte tentato di utilizzare pneumatici esausti e farine animali comecombustibile alternativo, usano attualmente in modo massiccio il Pet Coke,considerato un combustibile convenzionale, ma nella realtà, materiale altamenteinquinante: fino al 2002, era considerato un prodotto tossico nocivo e tale èancora dichiarato nelle schede di sicurezza internazionali; l'uso del Pet Cokee dei rifiuti industriali nel processo produttivo di questi impianti haevidenziato in questi anni un drastico peggioramento delle emissioni: nel 2005dopo che i rilevamenti ARPAV segnalavano l'inspiegabile forte presenza disostanze come il Benzene,l'Acrilonitrile ed il Cloruro di Vinile, la cui provenienza non potevaderivare dalle tradizionali materie prime e combustibili necessari per laproduzione del cemento, la Provincia di Padova ha sospeso l'utilizzo deirifiuti in una di queste cementerie;
dalla lettura dei registriINES quindi su dati autodichiarati dalle cementerie, e dai dati forniti daARPAV si evidenzia che nel 2005 nell'area dei cementifici di Este- Monselicesono stati emessi più di 3.000 chilogrammi di benzene, più di 15 chilogrammi dimercurio, più di 30 tonnellate di ammoniaca, più di 290 tonnellate di anidridesolforosa, più di 4.300 tonnellate di ossidi di azoto, più di 160 tonnellate diPM10, migliaia di tonnellate di anidride carbonica; la situazione ambientale èmolto sentita dalla popolazione e negli anni si sono costituiti spontaneamentediversi comitati per la difesa della salute dei cittadini di questa zona -: seil Governo sia al corrente di quanto esposto; se il Governo non ritengaopportuno avviare una seria analisi sulle ricadute degli inquinanti (in altreindagini simili, attorno a cementifici sono emerse rilevanti presenze didiossine e metalli pesanti) e un'indagine epidemiologica tra i lavoratori e lepopolazioni circostanti i cementifici, 50.000 abitanti circa, la cui salute èda troppi anni esposta a questo pericoloso inquinamento; se il Governo nonritenga necessario inibire l'uso del Pet Coke come combustibile troppo inquinantee pericoloso; se il Governo non ritenga opportuno, considerata la gravità dellasituazione, emanare urgentemente un decreto ad hoc che impedisca ai cementificil'utilizzo dei rifiuti nel processo produttivo o in subordine stabilire che,per i cementifici che intendono utilizzare rifiuti, vengano applicati glistessi limiti di emissione in atto per gli inceneritori, tutto ciò in attesa diun adeguamento normativo che ponga fine a questo drammatico fenomeno cresciutoenormemente a scapito della collettività.
(4-03286)

Numerose morti sospette attendono un perchè


di Carlo Bellotto
MONSELICE. «Cercati un altro posto di lavoro che li all'Italcementi ti fanno morire, come sta succedendo a me». Parole che fanno accapponare la pelle. Stefano Rando le ha scolpite nella sua memoria. Sono una sorta di ultima volontà di suo padre Paolo, una raccomandazione espressa sul letto di morte. Il papà di Stefano è morto per un tumore al cervello, che lo colpi a soli 59 anni di età. 
Rando padre era andato in pensione da due anni. Non se l'è goduta. Anche se era una pensione meritata dopo aver lavorato per 38 anni dentro all'Italcementi di Monselice. Gli ultimi tre anni per conto di una ditta che aveva un appalto nello stabilimento. Paolo insaccava cemento e suo figlio Stefano lo affiancava. Dopo le parole del padre, Stefano è rimasto in cementeria per un altro anno e mezzo. Poi ha ascoltato il genitore e ha mollato.
Patologie in aumento.«Dagli studi che abbiamo fatto dal 1978 ai giorni nostri sono una cinquantina le morti sospette di ex lavoratori della cementeria - dice Stefano, ora impegnato nel comitato Lasciateci Respirare -. Persone colpite da tumori al fegato, al pancreas, alla gola. Da quando sono entrate sostanze come gesso chimico e ceneri, le patologie sono aumentate. E non per pura fatalità. La media delle persone decedute è di 57 anni, tutti morti vicini alla pensione. Stiamo cercando dei dati, dei riscontri anche sui lavoratori di aziende che hanno lavorato in cementeria con degli appalti decennali, abbiamo saputo che ci sono morti strane pure tra di loro». Oggi, all'indomani dell'apertura dell'inchiesta sulle malattie respiratorie di dieci operai, queste parole hanno un peso ancora diverso.
Altri dati preoccupanti. Francesco Miazzi, leader del Comitato Lasciateci Respirare, conosce le problematiche dei cementifici come pochi, snocciola dati e storie che lasciano basiti. «Ci sono storie di morti che fanno piangere - racconta -. Parecchi operai sono mancati a 53, 54 anni, dopo breve malattia. Due ex lavoratori sono morti di recente, è uno stillicidio. Sui lavoratori dei cementifici si ricercava sempre la patologia legata alle vie respiratorie, ma negli stabilimenti ci sono dei macchinari che producono dei forti campi elettromagnetici che colpiscono diversi organi. Quindi si può morire per varie cause. Si usano rifiuti come additivi. I rilievi dell'Arpav hanno evidenziato rilevamenti doppi a quanto consentito dalla legge. Ribadisco: servono delle indagini epidemiologiche sulle 50.000 persone che vivono tra Este, Monselice e i paesi contermini che si trovano nell'area dei tre cementifici della zona, l'Italcementi, Radici e Cementizillo. Chiediamo inutilmente da anni di conoscere il quantitativo generale di diossina che esce dai camini delle tre cementerie. Non si è mai fatta una analisi in tal senso. Perché?».
La posizione dei sindacati.Oggi verrà emesso un comunicato unitario della Cgil e della Cisl sull'indagine della procura di Padova. Non è un segreto che i sindacati abbiano collaborato con i magistrati fornendo dati. Ora non resta che attendere le conclusioni dell'inchiesta. I sindacati pretendono una ricerca epidemiologica, i cittadini a loro dire vanno informati. Anche se finora sul tema di malattie e morti in relazione al cemento non hanno mai alimentato allarmismi di sorta
ITLCEMENTI,CALUSCO D'ADDA,TUMORI,INDAGINE EPIDEMIOLOGICA,CROMO ESAVLENTE,CAGGESE,ISOLA DELLE FEMMINE,VIA,VAS,AIA,PETCOKE,EMISSIONI IN ATMOSFERA,MONOSSIDO DI CARBONIO,RALLO ,CARBONATO DI CALCIO,Benzene, l'Acrilonitrile,Cloruro di Vinile,rando
Lettera aperta ai sindaci sulla V.I.A. Italcementi Calusco: ''Indagine epidemiologica e amministratori locali: tante parole al vento. E i fatti?'' INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03286 presentata da ZANELLA LUANA (VERDI) in data 16/04/2007 http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_03286_152007, BENZENE, CAGGESE, CALUSCO D'ADDA, CARBONATO DI CALCIO, CLORURO DI VINILE, INDAGINE EPIDEMIOLOGICA, ISOLA DELLE FEMMINE, ITLCEMENTI, L'ACRILONITRILE, MONOSSIDO DI CARBONIO, PETCOKE, RALLO, RANDO, TUMORI,


8 giugno 2016

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ...






LA SENTENZA 864 2010
………………………………..

All'esito dei primi accertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26 ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

- il clima di intimidazione diffusa attorno alla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamento reticente;

- la convinzione che il soggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini della individuazione  dei responsabili dell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima, Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco del padre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che il motivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggere i suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborare con le autorità competenti;

- il movente dell'omicidio collegato ai rapporti economici  intercorrenti  tra Enea Vincenzo e D'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli di imprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimine organizzato.

..............................


POMIERO,BBP SNC,BRUNO FRANCESCO,MUTOLO,RICCOBONO,MACALIZZI,NAIMO,ENEA VINCENZO,VASSALLO GIUSEPPE,COPACABANA,BADALAMENTI,SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE,ARRESTI DELA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE,PRG,PIANI PARTICOLAREGGIATI,1982,


1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ...


8 giugno 2016

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA DALLA MANO ASSASSINA DELLA MAFIA











LA SENTENZA 864 2010
………………………………..

All'esito dei primi accertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26 ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

- il clima di intimidazione diffusa attorno alla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamento reticente;

- la convinzione che il soggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini della individuazione  dei responsabili dell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima, Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco del padre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che il motivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggere i suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborare con le autorità competenti;

- il movente dell'omicidio collegato ai rapporti economici  intercorrenti  tra Enea Vincenzo e D'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli di imprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimine organizzato.

..............................

POMIERO,BBP SNC,BRUNO FRANCESCO,MUTOLO,RICCOBONO,MACALIZZI,NAIMO,ENEA VINCENZO,VASSALLO GIUSEPPE,COPACABANA,BADALAMENTI,SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE,ARRESTI DELA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE,PRG,PIANI PARTICOLAREGGIATI,1982,

1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA DALLA MANO ASSASSINA DELLA MAFIA


8 giugno 2016

L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982 LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA DA ...





L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

34 anni son  trascorsi da quel tragico martedì dell’8
giugno, quando la mano della mafia crivella con diversi  colpi di pistola il Nostro Concittadino
Vincenzo Enea.
La Giustizia ha emesso la
sua  sentenza  di condanna peraltro confermata dalla Corte
di Appello di Palermo il 19 febbraio 2015 e depositata il 17 agosto 2015.
L’attenta lettura della
sentenza fa emergere una storia “non scritta” 
che a partire dagli anni settanta è stata appannaggio della mafia e della
criminalità organizzata con la benevola compiacenza di PUBBLICI Amministratori,
una storia fatta di “violenza e prevaricazione”.
Ad oggi, c’è da chiedersi
e mi chiedo:
Cosa è cambiato dal punto
di vista culturale, negli atteggiamenti e nei comportamenti dei Cittadini di
Isola delle Femmine?
Di PIU’
Cosa è cambiato, ad oggi,
in chi è delegato a gestire la cosa pubblica nel rispetto delle regole e della
legalità?
Non è di certo con il
protagonismo e il presenzialismo  del
personaggio di turno (che è quasi sempre il medesimo personaggio) o qualche
regolamento in più  che si ristabilisce
la legalità  e il rispetto delle regole.
C’è da chiedersi se non rappresentino delle 
mosse astute, tese ad  apparire
come mere “operazioni di facciata” .
Per una vera “Rivoluzione”
oggi è importante che i Cittadino diventino i veri protagonisti che diventino i
fautori della legalità e della lotta alla mafia, I Cittadini, devono loro
scrivere la storia, raccontandosi i fatti e i misfatti di Isola delle Femmine
devono avere il coraggio di urlare a squarciagola NOI SIAMO LA STORIA.   

Pino Ciampolillo

Fatti e misfatti  ricorrenti
tra loro e concatenati:

        
L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

  •  IL PIANO REGOLATORE GENERALE 1977 D.A. 8
  • Norme di Attuazione D.A. 83 1977 per le
    zone B D   mentre per le zone stralciate
    D.A. 121 1983 venne  approvata la
    perimetrazione relativa alle zone C espansione residenziale attraverso le
    lottizzazioni
  •  Regolamento edilizio delibera Consiglio
    Comunale n 20 29 gennaio 1982
  • La
    decimazione della Giunta  con arresti
    dell’ 11 ottobre 1984
  •  L’incendio all’ufficio tecnico del Comune
    novembre 1979
  •  LOTTIZZAZIONI EDILIZIE a partire dal
    1985  Di Matteo Pietro e altri, Tourist
    Holliday,La Paloma, Lo  Bianco, Don
    Bosco, la Calliope ……… cementificati oltre 100 mila metri quadrati del territorio
    di Isola delle Femmine 
  •  Piani Particolareggiati  scaduti maggio 2002
  •  ADDIO PIZZO 5 2010
  • Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel 2012




LA SENTENZA  di Appello n 6 2015 depositata il 17 agosto
2015   

….tra la fine degli anni
settanta e l’inizio degli anni ottanta, i clan mafiosi operanti nella zona che
ricomprendeva anche ISOLA DELLE FEMMINE avevano messo le mani sulle
attività  edili del territorio, e tramite
l’uso del PRESTANOME nelle imprese mafiose nonché di TECNICI e di
AMINISTRATORI  compiacenti intendevano
sbaragliare la concorrenza di imprenditori “liberi” quali Enea Vincenzo, anche
attraverso l’uso della forza.

L’impegno dell’edilizia è
un dato che contraddistingue la Cosa Nostra dell’epoca, secondo dati verificati
in numerosi processi relativi a quel periodo e poi rielaborati in numerosi
contributi della letteratura socio-criminologica che porteranno alla
approvazione della legge Rognoni-La Torre proprio del settembre 1982.

Quel fenomeno sancisce il
passaggio dalla “mafia tradizionale” alla “nuova mafia”; e spiega l’attivismo
delle cosche sui mercati legali e non degli anni settanta, evidenziando il peso
di significative sinergie: capacità di organizzare i fattori della produzione
(capitale e lavoro), a cui si collega l’uso strumentale della forza
intimidatoria derivante dai vincoli associativi, come si evince anche
dall’esame del presente processo.

In altri termini, proprio
a partire dagli anni settanta si registra anche nei luoghi come ISOLA DELLE
FEMMINE un “salto di qualità” dell’azione di Cosa Nostra, legato
all’urbanizzazione susseguente all’abbandono delle campagne. Le cosche spostano
i loro interessi. 

Dall’economia agricola passano al settore commerciale e
industriale. I particolare intervengono nel campo dell’edilizia e dei lavori
pubblici. Si perfeziona così un nuovo modello di impresa mafiosa. Radicamento
ed espansione sono propiziate da disponibilità finanziarie elevate, che vengono
dai traffici illeciti (armi,droga, estorsioni, usura): dal ridotto costo del
lavoro, grazie all’intimidazione violenta dei lavoratori e dei sindacalisti;
dalla riduzione dei costi di corruzione e dalla creazione di barriere
all’entrata (con l’istituzione di cartelli, ad esempio nel settore dei PUBBLICI
APPALTI); dallo scoraggiamento della concorrenza con forme subdole di violenza
e prevaricazione.

Scoraggiamento della
concorrenza con  violenza e
prevaricazione  sistematica sono i dati
che emergono dalla storia imprenditoriale degli ultimi anni di Enea Vincenzo,
penalizzato dallo sconfinamento del complesso alberghiero Costa Corsara
riconducibile ad una a società come B.B.P. infiltrata in logiche mafiose
………………………………………………………………… ……………………………….

All'esito dei primi
accertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26
ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

 - il clima di intimidazione diffusa attorno
alla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamento
reticente;

-la convinzione che il
soggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini della
individuazione  dei responsabili
dell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima,
Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco del
padre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che il
motivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggere
i suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborare
con le autorità competenti;



- il movente dell'omicidio
collegato ai rapporti economici 
intercorrenti  tra Enea Vincenzo e
D'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli di
imprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimine
organizzato.









POMIERO,BBP SNC,BRUNO FRANCESCO,MUTOLO,RICCOBONO,MACALIZZI,NAIMO,ENEA VINCENZO,VASSALLO GIUSEPPE,COPACABANA,BADALAMENTI,SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE,ARRESTI DELA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE,PRG,PIANI PARTICOLAREGGIATI,1982,



1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,







L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982


1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe, L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982 LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA DA ...


8 giugno 2016

L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982



L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

34 anni son  trascorsi da quel tragico martedì dell’8giugno, quando la mano della mafia crivella con diversi  colpi di pistola il Nostro ConcittadinoVincenzo Enea.
La Giustizia ha emesso lasua  sentenza  di condanna peraltro confermata dalla Cortedi Appello di Palermo il 19 febbraio 2015 e depositata il 17 agosto 2015.
L’attenta lettura dellasentenza fa emergere una storia “non scritta” che a partire dagli anni settanta è stata appannaggio della mafia e dellacriminalità organizzata con la benevola compiacenza di PUBBLICI Amministratori,una storia fatta di “violenza e prevaricazione”.
Ad oggi, c’è da chiedersie mi chiedo:
Cosa è cambiato dal puntodi vista culturale, negli atteggiamenti e nei comportamenti dei Cittadini diIsola delle Femmine?
Di PIU’
Cosa è cambiato, ad oggi,in chi è delegato a gestire la cosa pubblica nel rispetto delle regole e dellalegalità?
Non è di certo con ilprotagonismo e il presenzialismo  delpersonaggio di turno (che è quasi sempre il medesimo personaggio) o qualcheregolamento in più  che si ristabiliscela legalità  e il rispetto delle regole.C’è da chiedersi se non rappresentino delle mosse astute, tese ad  apparirecome mere “operazioni di facciata” .
Per una vera “Rivoluzione”oggi è importante che i Cittadino diventino i veri protagonisti che diventino ifautori della legalità e della lotta alla mafia, I Cittadini, devono loroscrivere la storia, raccontandosi i fatti e i misfatti di Isola delle Femminedevono avere il coraggio di urlare a squarciagola NOI SIAMO LA STORIA.   

Pino Ciampolillo

Fatti e misfatti  ricorrentitra loro e concatenati:

        L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

  •  IL PIANO REGOLATORE GENERALE 1977 D.A. 8
  • Norme di Attuazione D.A. 83 1977 per lezone B D   mentre per le zone stralciateD.A. 121 1983 venne  approvata laperimetrazione relativa alle zone C espansione residenziale attraverso lelottizzazioni
  •  Regolamento edilizio delibera ConsiglioComunale n 20 29 gennaio 1982
  • Ladecimazione della Giunta  con arrestidell’ 11 ottobre 1984
  •  L’incendio all’ufficio tecnico del Comunenovembre 1979
  •  LOTTIZZAZIONI EDILIZIE a partire dal1985  Di Matteo Pietro e altri, TouristHolliday,La Paloma, Lo  Bianco, DonBosco, la Calliope ……… cementificati oltre 100 mila metri quadrati del territoriodi Isola delle Femmine 
  •  Piani Particolareggiati  scaduti maggio 2002
  •  ADDIO PIZZO 5 2010
  • Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel 2012



LA SENTENZA  di Appello n 6 2015 depositata il 17 agosto2015   

….tra la fine degli annisettanta e l’inizio degli anni ottanta, i clan mafiosi operanti nella zona chericomprendeva anche ISOLA DELLE FEMMINE avevano messo le mani sulleattività  edili del territorio, e tramitel’uso del PRESTANOME nelle imprese mafiose nonché di TECNICI e diAMINISTRATORI  compiacenti intendevanosbaragliare la concorrenza di imprenditori “liberi” quali Enea Vincenzo, ancheattraverso l’uso della forza.

L’impegno dell’edilizia èun dato che contraddistingue la Cosa Nostra dell’epoca, secondo dati verificatiin numerosi processi relativi a quel periodo e poi rielaborati in numerosicontributi della letteratura socio-criminologica che porteranno allaapprovazione della legge Rognoni-La Torre proprio del settembre 1982.

Quel fenomeno sancisce ilpassaggio dalla “mafia tradizionale” alla “nuova mafia”; e spiega l’attivismodelle cosche sui mercati legali e non degli anni settanta, evidenziando il pesodi significative sinergie: capacità di organizzare i fattori della produzione(capitale e lavoro), a cui si collega l’uso strumentale della forzaintimidatoria derivante dai vincoli associativi, come si evince anchedall’esame del presente processo.

In altri termini, proprioa partire dagli anni settanta si registra anche nei luoghi come ISOLA DELLEFEMMINE un “salto di qualità” dell’azione di Cosa Nostra, legatoall’urbanizzazione susseguente all’abbandono delle campagne. Le cosche spostanoi loro interessi. 

Dall’economia agricola passano al settore commerciale eindustriale. I particolare intervengono nel campo dell’edilizia e dei lavoripubblici. Si perfeziona così un nuovo modello di impresa mafiosa. Radicamentoed espansione sono propiziate da disponibilità finanziarie elevate, che vengonodai traffici illeciti (armi,droga, estorsioni, usura): dal ridotto costo dellavoro, grazie all’intimidazione violenta dei lavoratori e dei sindacalisti;dalla riduzione dei costi di corruzione e dalla creazione di barriereall’entrata (con l’istituzione di cartelli, ad esempio nel settore dei PUBBLICIAPPALTI); dallo scoraggiamento della concorrenza con forme subdole di violenzae prevaricazione.

Scoraggiamento dellaconcorrenza con  violenza eprevaricazione  sistematica sono i datiche emergono dalla storia imprenditoriale degli ultimi anni di Enea Vincenzo,penalizzato dallo sconfinamento del complesso alberghiero Costa Corsarariconducibile ad una a società come B.B.P. infiltrata in logiche mafiose………………………………………………………………… ……………………………….

All'esito dei primiaccertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

 - il clima di intimidazione diffusa attornoalla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamentoreticente;

-la convinzione che ilsoggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini dellaindividuazione  dei responsabilidell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima,Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco delpadre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che ilmotivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggerei suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborarecon le autorità competenti;


- il movente dell'omicidiocollegato ai rapporti economici intercorrenti  tra Enea Vincenzo eD'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli diimprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimineorganizzato.









POMIERO,BBP SNC,BRUNO FRANCESCO,MUTOLO,RICCOBONO,MACALIZZI,NAIMO,ENEA VINCENZO,VASSALLO GIUSEPPE,COPACABANA,BADALAMENTI,SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE,ARRESTI DELA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE,PRG,PIANI PARTICOLAREGGIATI,1982,


1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,



L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

L’omicidio Enea martedì 8 giugno 19821982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,


8 giugno 2016

Elezioni: Renzi perde, ma non straperde. I grillini vincono, ma non stravincono. Il resto è noia

Elezioni: Renzi perde, ma non straperde. I grillini vincono, ma non stravincono. Il resto è noia

Dalla Lombardia alla Sicilia, passando per Roma, l’analisi del voto non è facile. Troppi risultati altalenanti. Forse i dati importanti di questo passaggio elettorale sono altri. L’informazione ‘officiale’, Tv in testa, conta sempre meno. E questo potrebbe essere un problema serissimo per Renzi a Ottobre, quando gli italiani voteranno per il referendum sulle riforme, o presunte tali, della Costituzione. Anche perché si è visto – parlano i risultati di Roma e Napoli – che dove lo scontro diventa ‘politico’, il PD renziano perde. Ombre e luci sulla Sicilia dove i grillini avanzano
Non è facile commentare i risultati di questa tornata elettorale. C’è la vittoria del Movimento 5 Stelle: una vittoria non uniforme in tutta l’Italia, ma importante. Soprattutto a Roma, ma non soltanto. Sintetizzando, si può dire che là dove il voto è ‘politico’, i grillini vanno avanti. Mentre in altre realtà nelle quali, bene o male, pur con le dovute eccezioni, il dibattito politico locale prevale, prevalgono, per l’appunto, le ragioni locali: e nel localismo la vecchia politica resiste: non stravince ma resiste.
Un altro elemento sul quale sarebbe bene riflettere è la personalizzazione della politica. In molti casi, le personalità forti attirano più consensi dei programmi.
Ed è anche logico, in un’Italia dove la crisi economica cresce di giorno in giorno, al di là delle frottole raccontate da Renzi e da alcune istituzioni, il più delle volte diventa praticamente impossibile mantenere gli impegni assunti.
Un terzo elemento importante riguarda l’informazione tradizionale: carta stampata e tv. Negli anni ’90 il centrosinistra pretese una legge – la par condicio– perché si dava assiomaticamente per scontato che la televisione era indispensabile per costruire il consenso. Oggi non è più così.
Renzi, in questa campagna elettorale, è stato presente ogni giorno in quasi tutta la carta stampata, in tutti i Tg e perfino nelle radio. Ma non gli è servito a niente. E questo è un messaggio molto brutto per lui: significa che il tam tam che ha già messo in moto – anche sulla rete – per provare a condizionare gli italiani in vista del referendum di Ottobre gli servirà a poco.
Con molta probabilità, Renzi ha commesso un errore a personalizzare lo scontro sul referendum costituzionale di Ottobre. Gli italiani, come già ricordato, quando la competizione diventa ‘politica’, non sembrano seguire l’attuale Governo. Anzi. Al netto delle roccaforti storiche – dove magari il centrosinistra potrebbe vincere ai ballottaggi (come a Torino e a Bologna) – non è detto che sul referendum costituzionale Renzi riesca a portarsi dietro la maggioranza degli elettori. Anche perché, come già detto, l’informazione tradizionale, con in testa la Tv, non riesce più a condizionare le convinzioni degli italiani.
Proviamo, adesso, a commentare alcuni risultati. Il giovane collega Accursio Sabella, sulla propria pagina facebook, traccia un quadro sintetico ma efficace:
“Il PD arriva secondo a Roma (staccato di oltre dieci punti dalla Raggi) solo perché il centrodestra ha litigato e si è diviso. A Milano, dove voleva stravincere al primo turno, ha solo pareggiato. A Napoli ha straperso, restando fuori dal ballottaggio. A Torino e Bologna, dove pensava di piazzare già i propri sindaci, dovrà vedersela – non senza rischi – al secondo turno. Mi sa che hanno ‘cambiato verso’ un’altra volta”.
C’è, in questa tornata elettorale, come detto all’inizio, una vittoria del Movimento 5 Stelle. Clamoroso il risultato di Roma dove, con molta probabilità, il PD, per non perdere il controllo della ‘Capitale’, al ballottaggio, mobiliterà l’universo mondo. Molto dipenderà dall’atteggiamento di Giorgia Meloni che, da sola, finalmente affrancata da Berlusconi (a Roma i leghisti contano poco e dubitiamo che abbiano potuto aiutare la Meloni), ha preso il 20% dei consensi. Se gli elettori della Meloni, che sono molto ‘politicizzati’, decideranno di affondare Renzi, per il candidato del PD, Giachetti, ci sarà poco da fare.
Ma se i grillini, nel complesso, sono andati bene, il vero sconfitto di queste elezioni amministrative è Berlusconi. Il dato di Milano, dove il candidato del centrodestra, Parisi, prende quasi gli stessi voti del candidato del centrosinistra, Sala, non deve trarre in inganno: Milano non è l’Italia, ma è la città dove Berlusconi ha costruito il proprio impero economico. E dove il centrosinistra – con riferimento alla tradizione socialista che, nel bene e nel male, il PD ha ereditato – ha una storia importante. Ed è anche la città della Confindustria, alla quale Renzi ha ‘scaricato’ una barca di soldi con il Jobs Act. Il ‘grazie’ degli industriali al Governo era nelle cose.
Ma tolta Milano, il centrodestra non brilla. Certo, tiene la posizione – e in alcuni casi vince – là dove si presenta unito. Ma unito, ormai, il centrodestra non lo è più: e forse non lo sarà più, almeno sotto l’egida di un Berlusconi che ormai sembra passato remoto.
Perché Giorgia Meloni, con il suo 20% di Roma, è ormai in grado di lavorare alla ricostruzione del centrodestra. Con Forza Italia? Forse con i suoi dirigenti. Ma non con Berlusconi. Anche perché sull’ex Cavaliere pesa sempre il dubbio – che forse è più di un dubbio – che, sottobanco, regga il gioco a Renzi in cambio della tutela delle sua ‘aziende’.
Insomma, quel ‘conflitto di interessi’ di Berlusconi che il centrosinistra, in vent’anni, ha di fatto mantenuto in piedi, lo potrebbe risolvere la Meloni, sbarazzandosi definitivamente di Berlusconi.  
L’ex Cavaliere e le sue tv, come si usa dire in questi casi, non incantano più. E il motivo c’è. Berlusconi, per esempio nel caso di Roma, non ha certo lavorato per il centrodestra. Perché, di fatto, l’ex Cavaliere ha favorito Renzi: prima ha spaccato il centrodestra, poi, quando ha capito che Bertolaso sarebbe stato un disastro, ha ripiegato su Marchini per ostacolare la candidatura di Giorgia Meloni. Operazioni riuscita, perché con il 4-5% dei voti di Forza Italia a Roma, la Meloni sarebbe andata al ballottaggio al posto di Giachetti.
E’ chiaro che questo Giorgia Meloni non lo dimenticherà.
Da questa tornata di elezioni amministrative viene fuori non un’Italia, ma tante Italie. Il PD mantiene alcune roccaforti, ma perde voti. E, soprattutto, non passa al primo turno in alcune città chiave: Torino e Bologna. Detto questo, quella di Renzi non è una vittoria, ma non è nemmeno una sconfitta.
Se le Tv non sono più convincenti come un tempo, il potere conta ancora: e molto. Non dobbiamo dimenticare che mai, in Italia, un uomo politico ha avuto, al centro e in periferia, il potere che oggi è nelle mani di Renzi. La crisi economica si fa sentire: ma il PD di Renzi, oggi, controlla tutti gli apparati dello Stato, buona parte delle Regioni, buona parte delle ex Province e la maggior parte dei Comuni. Alcuni Comuni, anche importanti, li ha persi e li perderà. Ma esercita ancora oggi un potere immenso. E questo conta in un Paese in crisi dove il ricatto del lavoro, anche precario, produce ancora consenso.
Non solo. Renzi è stato scelto dall’Europa dell’Euro per far approvare in Italia il Jobs Act: una riforma, peraltro fallita, che se fosse stata proposta da un Governo di centrodestra avrebbe scatenato, come in Francia, rivolte di piazza. Invece, una volta che il Jobs Act è stato proposto e imposto dal PD di Renzi, CGIL, CISL e UIL hanno solo fatto finta di opporsi.
Di più. In un’Italia dove un Governo propone di cambiare la Costituzione – e la cambia grazie a un Parlamento nazionale di ‘nominati’, delegittimato da una sentenza della Corte Costituzionale, che ha definito incostituzionale la legge elettorale Porcellum – non è certo facile andare al voto contro lo stesso Governo. E il fatto che, in tanti Comuni, i cittadini non abbiamo seguito Renzi e il suo codazzo politico e mediatico è un risultato molto importante.
Clamoroso, per certi versi, il risultato di Napoli, dove il sindaco uscente, Luigi De Magistris, sfiora il 50% dei voti. Un risultato che il sindaco della città partenopea ha raggiunto personalizzando lo scontro con Renzi. Certo, poi in Campania c’è De Luca con il suo seguito. Ma l’onda napoletana, in Campania – e forse in altre aree del Sud – significa che questa parte del Paese, bistrattata dal Governo Renzi, comincia a non credere più alla demagogia renziana.
E la Sicilia? La vittoria dei grillini è nei fatti. Forse la linea politica del Movimento 5 Stelle nella nostra Isola – più ragionata che barricadiera – è quella giusta. I grillini avanzano in tanti Comuni, da Alcamo a Favara, fino a Grammichele. In alcune realtà magari non sono molto presenti. Ma, nel complesso, questa forza politica va avanti. E, anche in Sicilia, raccoglie e accoglie i voti alla sinistra del PD che stenta a materializzarsi in modo credibile.
Del resto, quando a Palermo Sinistra Italiana non si distingue dall’esperienza di Leoluca Orlando – fallimentare sotto il profilo amministrativo – non si capisce perché gli elettori palermitani della sinistra dovrebbero premiarla. Che senso avrebbe?
Il PD in alcune aree dell’Isola arretra, in altre tiene, in alcuni Comuni vince. Nel complesso, questo partito non va avanti, ma non crolla. La spiegazione, con molta probabilità, è legata al potere, che in Sicilia attrae un certo elettorato ‘scafato’.
Il blocco di circa 800 mila voti che tiene in piedi il centrosinistra alla Regione – del quale questo blog parla spesso – è ancora in piedi. Le risorse finanziarie diminuiscono, ma le promesse sono ancora uno strumento di consenso.
Tra l’altro, in Sicilia quasi tutti i sindaci sono di centrosinistra (e quasi tutti riconducibili al PD). Lo stesso discorso vale per le ex Province commissariate e gestite dal centrosinistra. Tutto il potere, in Sicilia, è nelle mani del centrosinistra. Logico che resista, forte anche dell’incapacità dei Siciliani di capire che Regione e Comuni sono al default.
Con la crisi economica spaventosa i disoccupati, in Sicilia, dovrebbero essere in piazza un giorno sì e l’altro pure. Ma la vecchia politica siciliana, che oggi si incarna nel PD, riesce ancora a giocare la carta delle promesse. Emblematici i concorsi nella sanità: il settore è al collasso tra mancanza di medici, di infermieri e di posti letto, ma l’attuale Governo, da due anni, promette improbabili ‘concorsi’: finora ‘sti concorsi non si sono visti, ma migliaia di disoccupati vengono ammaliati e continuano a vivere ‘’escatologicamente’ tale attesa…E votano…
Sembra incredibile, ma, sempre nel centrosinistra resiste ancora la figura dell’ex Ministro Salvatore ‘Totò’ Cardinale. Sì, ci sono ancora tante persone che gli vanno dietro. E in alcuni casi i suoi voti – cioè i voti dei deputati regionali che gli riconoscono la leadership – contano ancora.
Nel centrodestra c’è il bel risultato della lista Musumeci a Caltagirone. Ma un dato politico sembra ormai chiaro: senza Totò Cuffaro il centrodestra siciliano, anche se unito, non è più irresistibile. Il carisma di Cuffaro teneva in vita una parte importante della tradizione democristiana siciliana. E dava al centrodestra dell’Isola il valore aggiunto per vincere.
Senza Cuffaro, nonostante la caparbietà di Gianfranco Miccichè, il centrodestra è ancora forte, ma non è detto che sia vincente.
Il centrodestra siciliano degli anni ’90 si reggeva su tre piedi: la novità di Forza Italia, lo sdoganamento della destra, con AN che era al 10-12% dei consensi e, soprattutto, la ‘macchina’ di voti di Totò Cuffaro. Senza quest’ultimo, il centrodestra siciliano annaspa.
Il Nuovo Centrodestra Democratico, infine. Ricordiamoci che questo partito, appena qualche anno fa, veniva dato, in Sicilia, al 12-14%. Del resto, è qui, nella nostra Isola, che nasce questa formazione politica, se è vero che il Ministro Alfano è siciliano. Ma oggi questo partito non c’è più. I primi a non crederci sono proprio in dirigenti e i parlamentari alfaniani, che in questa tornata elettorale si sono eclissati.
Pur di non vedersi ‘morire’, hanno preferito sparire…

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8 giugno 2016

BAGNARA CALABRA SCIOGLIMENTO COMUNE BAGNARA CALABRA TAR 1 SEZIONE SENTENZA 06520 2015

N. 06520/2016 REG.PROV.COLL








N. 08457/2015 REG.RIC














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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 8457 del 2015, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentati e difesi dagli avv. Lorenzo Gatto e Loredana Scarfo', con domicilio eletto presso la Segreteria del Tar Lazio in Roma, Via Flaminia, 189; 
contro
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell'Interno, U.T.G. - Prefettura di Reggio Calabria, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale Dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12; Comune di Bagnara Calabra, rappresentato e difeso dall'avv. Gaetano Callipo, con domicilio eletto presso Alessandro Fusco in Roma, largo Messico, 3; 
per l'annullamento
del decreto del 14 aprile 2015, con il quale il Presidente della repubblica ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Bagnara, con conseguente nomina di una Commissione straordinaria per la gestione provvisoria dell’ente; della proposta del Ministero dell’interno e della Relazione del 9 aprile 2015, allegata allo stesso decreto del Presidente della Repubblica e che ne costituisce parte integrante; della deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 10 aprile 2015, in parte qua; della relazione n. 218/2015 del 20 gennaio 2015 della Prefettura di Reggio Calabria indirizzata al Ministero degli interni, pure pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 6 maggio 2015 n. 103, in allegato al citato decreto del Presidente della Repubblica, recante proposta dell’amministrazione straordinaria ai sensi dell’art. 143, d.lgs. n. 267 del 2000; del parere del Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica, non costituito in giudizio; della Relazione conclusiva della Commissione di accesso rassegnata al Prefetto di Reggio Calabria, conosciuta parzialmente attraverso la richiesta del Prefetto al Ministro dell’interno per l’incandidabilità di cinque amministratori; del provvedimento del Prefetto di Reggio Calabria del 14 aprile 2015 n. 40793/W/Area II, notificato il 30 maggio c.a., di sospensione del Consiglio comunale di Bagnara Calabra nelle more dell’emanazione del decreto di scioglimento; di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali comunque lesivi degli interessi e dei diritti dei ricorrenti, ivi compresi i verbali della Commissione di Accesso e delle Forze dell’ordine, anche non conosciuti.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell'Interno e di U.T.G. - Prefettura di Reggio Calabria e di Comune di Bagnara Calabra;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 4 maggio 2016 il dott. Raffaello Sestini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
1 - Con il gravame in epigrafe i ricorrenti hanno impugnato, tra gli altri, il decreto del 14 aprile 2015, con il quale il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell’interno, ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Bagnara Calabra, con conseguente nomina di una Commissione straordinaria per la gestione provvisoria dell’ente.
2 - Avverso i predetti provvedimenti i ricorrenti hanno dedotto i seguenti motivi di ricorso:
a) Violazione dell’art. 51 Cost. in relazione all’art. 143, commi 1, 2 e 5, t.u. n. 267 del 2000, sviamento di potere e/o eccesso di potere per travisamento, erronea valutazione di presupposti di fatto e difetto di motivazione: il provvedimento di scioglimento del Comune di Bagnara sarebbe affetto da violazione di legge atteso che la ricostruzione dei fatti, posti a suo fondamento, ignora le profonde modifiche introdotte con riferimento all’art. 143, t.u. n. 267 del 2000. La normativa sopravvenuta ha sancito il principio secondo cui, anche in presenza dell’ampia discrezionalità di cui gode la Pubblica amministrazione, in ogni caso è necessaria la presenza di elementi univoci e coerenti, capaci di dimostrare l’effettiva esistenza di un collegamento fra l’Amministrazione e i gruppi criminali. Ciò che è indispensabile era la verifica da parte dell’Amministrazione dell’interno e dei suoi organi, che hanno proceduto all’istruttoria, di un ragionevole livello di certezza circa la sussistenza di elementi indiziari di infiltrazione mafiosa. Tutto questo nel caso in esame è mancato;
b) Violazione dell’art. 143, t.u. n. 267 del 2000. Eccesso di potere per erronea valutazione dei presupposti di fatto e per difetto di motivazione. Per quanto riguarda il contesto territoriale sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, nel provvedimento impugnato si accennerebbe a famiglie del posto ritenute mafiose senza però indicare quale attività illecita sarebbe stata da esse compiuta e quali procedimenti penali conclusisi con sentenza di condanna le avrebbe viste protagoniste. Per quanto riguarda gli organi comunali e l’apparato burocratico, tutte le notizie raccolte dalla Commissione riguarderebbero fatti risalenti nel tempo e che nulla hanno a che vedere con la presunta e paventata ingerenza mafiosa all’interno del Comune di Bagnara. In pratica le notizie raccolte non si spingerebbero mai oltre semplici sospetti e nulla verrebbe scritto per avere certezze. Per quanto attiene alla gestione del servizio per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, l’affidamento sarebbe, poi, sempre avvenuto a conclusione di gara pubblica, che da ultimo ha visto come aggiudicataria una società avente sede nel Comune di Scafati. Per quanto riguarda i rapporti di parentela, che legano i titolari delle ditte appaltanti lavori pubblici, innanzi tutto essi non erano noti all’Amministrazione comunale; in secondo luogo è insussistente un automatismo fra un legame familiare e l’inequivoca volontà dell’organizzazione criminosa di condizionare le scelte e gli indirizzi sociali. Infine, i lavori commissionati ed i pagamenti effettuati dall’Amministrazione comunale a favore di determinate ditte riguardano rapporti risalenti nel tempo, e comunque le modalità e i tempi di pagamento sono ragionevolmente variati a seconda dell’ampiezza dei lavori e dell’entità delle cifre, specie se irrisorie.
3- Si sono costituiti in giudizio la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’interno, l’Ufficio territoriale del Governo-Prefettura di Reggio Calabria, per resistere al ricorso mediante ampie memorie che, dopo una puntuale ricostruzione dei fatti di causa e del quadro normativo di riferimento, hanno esposto le ragioni che inducono a concludere per l’infondatezza del ricorso.
4 - Si è altresì costituito in giudizio il Comune di Bagnara Calabra, in persona della Commissione straordinaria, legale rappresentante pro tempore nominata con d.P.R. 14 aprile 2015, il quale ha preliminarmente osservato che la mancata conoscenza da parte dei ricorrenti del contenuto della Relazione di indagine avrebbe riverberato i suoi effetti sui motivi di ricorso, che infatti risulterebbero estremamente vaghi, generici, infondati e volti a dare una interpretazione discrezionale della Relazione, nella quale sarebbero invece chiaramente descritte le reali vicende sintomatiche dell’infiltrazione e del condizionamento mafioso.
5 - Con ordinanza n. 10504 del 30 luglio 2015 sono stati disposti incombenti istruttori. Con memoria depositata il 9 ottobre 2015 i ricorrenti hanno brevemente contestato le argomentazioni dei resistenti e riproposto le ragioni che, a loro avviso, conducono all’annullamento del provvedimento impugnato. Alla Camera di consiglio del 21 ottobre 2015, su istanza della parte ricorrente, l’esame dell’istanza di sospensione cautelare è stato abbinato al merito. All’udienza del 27 gennaio 2016 è stata adottata l’ordinanza istruttoria n. 1906/2016, in quanto in data 29 luglio 2015 parte ricorrente ha depositato il dispositivo della sentenza del Tribunale di Palmi, sez. penale, n. 1155 del 25 luglio 2015, relativo all’udienza del 24-25 luglio 2015. Il deposito è stato reiterato il 19 ottobre 2015 unitamente ad una memoria con la quale si chiarisce che la collusione tra il ricorrente dott. -OMISSIS- ed altro soggetto, richiamata tra le ragioni a supporto del disciolto scioglimento, oggi appare ampiamente superata dalla sentenza del Tribunale di Palmi del 25 luglio 2015, con la quale il predetto soggetto è stato assolto da ogni capo di imputazione.
Il Collegio ha quindi rilevato la necessità, al fine di decidere circa l’incidenza della sentenza del Tribunale di Palmi sulla legittimità dell’impugnato decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Bagnara, di acquisirne copia integrale, non essendo certamente sufficiente allo scopo il mero dispositivo. Il Collegio ha altresì ritenuto necessario acquisire copia della sentenza della Corte di appello di Reggio Calabria n. 10160 del 5 marzo 2015, versata in atti da parte ricorrente il 19 ottobre 2015 in forma illeggibile.
Ai fini del predetto incombente il Tribunale ha fissato il termine di quaranta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa dell’ordinanza, fissando la successiva udienza di trattazione della causa per il giorno 4 maggio 2016. In tale data, a seguito dell’esperimento istruttorio e delle ulteriori memorie di parte depositate al riguardo, il ricorso è stato infine introitato per la decisione.
6 – Come sopra indicato, con il ricorso in epigrafe viene impugnato il decreto del 14 aprile 2015 con il quale il Presidente della Repubblica ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Bagnara Calabra, con conseguente nomina di una Commissione straordinaria per la gestione provvisoria dell’ente, su proposta del Ministro dell’interno.
7 – Al riguardo, considera il Collegio che la relazione del Ministro dell’interno al Presidente della Repubblica trova supporto nella relazione redatta dalla Commissione di indagine costituita con atto prefettizio del 12 giugno 2014, nella quale si fa riferimento alla continua ingerenza della criminalità organizzata all’interno del Comune di Bagnara, che in tal modo comprometterebbe le libere determinazioni e l’imparzialità degli organi elettivi, il buon andamento dell’Amministrazione e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica. Si fa ancora riferimento, nella suddetta Relazione, ad un territorio caratterizzato da atti intimidatori indirizzati ad esponenti dell’Amministrazione locale, a collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità di tipo mafioso e a forme di condizionamento degli stessi, in essi ravvisando i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale ai sensi dell’art. 143, t.u. 18 agosto 2000, n. 267. Elementi di supporto per le conclusioni rassegnate dalla commissione di indagine sono inoltre state due operazioni di polizia giudiziaria, una denominata Arca e l’altra Xenipolis. In particolare, ad avviso della commissione le operazioni della polizia giudiziaria avrebbero evidenziato stretti rapporti intercorrenti fra alcuni amministratori locali (compreso il sindaco), esponenti della cosca predominante e imprenditori del posto.
8 – Pertanto a giudizio del Collegio l’influenza della criminalità organizzata sugli organi elettivi del Comune è stata chiaramente dimostrata dalla predetta Relazione, nella quale è stata anche rappresentata una serie di vicende che dimostra in modo obiettivo l’esistenza di un condizionamento di tipo ambientale derivante dall’accertata presenza di pericolose cosche mafiose, in grado di compromettere la libera determinazione degli organi elettivi.
9 – Viene quindi in rilievo la giurisprudenza del giudice amministrativo, per la quale il potere di scioglimento dei Consigli comunali, previsto dall’art. 143, t.u. n. 267 del 2000 per infiltrazioni della criminalità organizzata, ha una valenza di alta amministrazione e implica, in quanto tale, un elevato tasso di discrezionalità sia nell’accertamento sia nella valutazione dei fatti acquisiti, che ove non manifestamente errato, incongruo o sproporzionato, si sottrae a un sindacato di merito da parte del giudice, atteso che il sistema istituzionale previsto per l’esercizio di tale potere garantisce già di per sé il massimo d’imparzialità amministrativa.
10 – Resta da valutare se le predette conclusioni possano essere mutate dalla sopravvenuta giurisprudenza penale che avrebbe assolto dalle imputazioni loro ascritte taluni soggetti i cui legami con gli amministratori sono stati ritenuti indice del condizionamento che ha condotto allo scioglimento del Consiglio comunale.
La conclusione del Collegio, in esito alla disposta istruttoria, è peraltro negativa al riguardo, in quanto le assoluzioni penali in parola non riguardano direttamente i fatti oggetto della soprarichiamata relazione della Commissione d’indagine, ma fatti ad essi estranei (sentenza del Tribunale di Palmi del 25/7-21/10 2015, che esclude la sussistenza del reato di cui all’art. 416 bis c.p. a carico degli imputati ma non i rapporti fra le ditte ad essi riferibili e l’Amministrazione comunale), o episodi ad essi solo marginalmente connessi, come nel caso del Vigile urbano comunale assolto in appello dai reati ascrittigli per aver accettato e trasportato con l’auto di servizio un pesce offertogli in quanto aveva consentito ad un camion di entrare nel porto contromano (sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria del 5/3-3/6 2015), operando, per consolidata giurisprudenza, le cause d’imputazione penale e gli indici di condizionamento mafioso delle amministrazioni comunali su profili non necessariamente coincidenti.
11 – Alla stregua delle precedenti considerazioni il ricorso deve essere respinto. Le spese seguono la soccombenza, nella misura liquidata in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna i ricorrenti, in solido, al pagamento delle spese di giudizio in favore, in pari quota, dell’Amministrazione centrale e dell’Amministrazione comunale costituitesi in giudizio, complessivamente liquidate in Euro duemila oltre IVA, CPA ed accessori.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare i soggetti indicati nella decisione.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 4 maggio 2016 con l'intervento dei magistrati:
Carmine Volpe, Presidente
Raffaello Sestini, Consigliere, Estensore
Rosa Perna, Consigliere
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 07/06/2016
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


6 maggio 2014

CTU Ciampolillo ANZA 9916 2011 PIANO ARIA REGIONE SICILIA 380 PAGINE ANZA 'CIAMPOLILLO 9916 2011 ALLEGATI DEPOSITATI DA ANZA



CTU Ciampolillo ANZA 9916 2011 PIANO ARIA REGIONE SICILIA 380 PAGINE
ANZA 'CIAMPOLILLO 9916 2011 ALLEGATI DEPOSITATI DA ANZA
CTU LOMBARDO perizia DI PARTE SUL PIANO ARIA COPIATO DA ANZA Ciampolillo ANZA 9916 2011 DOCUMENTO CONFUTAZIONE CTU FINALE ALBERTO


Assessore Interlandi DECRETO 43 MARZO 2008 CORREGGE REFUSI ED ASSURDITA 'SICULO PADANE DEL PIANO ARIA SICILIA

ANZA CIAMPOLILLOFONATANA LEGAMBIENTE MESSINA GENCHI INDICE DOCUMENTI  DEPOSITATI DA ANZA’ DOTTORE SALVATORE 




ANZA 'CIAMPOLILLO9916 2011 ALLEGATI DEPOSITATI DA ANZA 







ANZA Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 1 ° PARTE PIANO DELL'ARIA SICILIA FONTI DEL COPIATO RASSEGNA STAMPA Denuncia Assessori E PRESIDENTI INDAGATI PIANO ARIA SICILIA inesistente EO inefficace Esam SENATO CASI DI plagio


ANZA Ciampolillo PR0CEDIMENTO 9916 2011 2 ° PARTE PIANO DELL'ARIA SICILIA FONTI DEL COPIATO RASSEGNA STAMPA Denuncia Assessori E PRESIDENTI INDAGATI PIANO ARIA SICILIA inesistente EO inefficace Esam SENATO CASI DI plagio




ANZA 'Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 3 ° ARTICOLO CITATO DA ANZA' NEI DOCUMENTI DEPOSITATI






ANZA Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 DOCUMENTI DEPOSITATI DA SALVATORE ANZA 'N 3 


 




ANZA 'Ciampolillo PROCEDIMENTO 9916 2011 4 ° ARTICOLO CITATO DA ANZA' NEI DOCUMENTI DEPOSITATI





IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO Audizione SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013




  


 Audizione COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO SICILIA PIANO ARIA SICILIA COPIATO 26 SETTEMBRE 2013 Resoconto Audizione ARS

 
A.I.A. V.I.A. V.A.S. PROCEDURAAMMINISTRATIVA PROTOCOLLO AIA  LADENUNCIA DI CROCETTA DELLA LENTEZZA DELLE PROCEDURE AUTORIZZATIVE  FIRMATA DA SANSONE VINCENZO 

ANZA' TOLOMEO GELARDI ARNONESANSONE MANISCALCO PROVVEDIMENTI DIRIGENTI REGIONE SICILIA DOCUMENTI GIORNALI

ANZA' SALVATORE CONDANNATO PER DIFFAMAZIONEEX DIRIGENTE REGIONALE


ANZA DOTTORE SALVATORE ANZA’ EX DIRIGENTEASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA CONDANNATO AD UN ANNO E 8MESI REG SENT 5455 2012 UDIENZA 18 10 2012 RGT 4863 2010 RG NR 7076 2009



ANZA' CIAMPOLILLOPROCEDIMENTO 9916 2011 CTU D'AGOSTINO LOMBARDO CALIFFI CIRINCIONE RELAZIONEFINALE

Isola Pulita

CTULOMBARDO RELAZIONE DI PARTE CIAMPOLILLO ANZA 9916 2011 DOCUMENTO CONFUTAZIONECTU FINALE ALBERTO

CTU D'AGOSTINO INIZIO PERIZIA 9916 ANZACIAMPOLILLO PERIZIA PROCED. 9916 2011 ANZA CIAMPOLILLO CTU D'AGOSTINO FABIO

ANZA' GENCHI CIAMPOLILLO FONTANA LEGAMBIENTEPROCED 3392 2008 UDIENZA 27 1 09 SCADUTI 2 2 11 MARLETTA

IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 
settembre 2013

 


AUDIZIONE COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO SICILIA PIANO ARIA SICILIA COPIATO 26 SETTEMBRE 2013 RESOCONTO AUDIZIONE ARS

 

Anza' Salvatore



SENTENZA  SALVATORE ANZA' CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI5455 2012 PROC 4863 RGNR 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012



CONDANNATOIL DOTTORE SALVATORE ANZA’ PER DIFFAMAZIONE AL PAGAMENTO DI 10.000 EURO PIU’SPESE A MESSINA SEZIONE PRIMA CIVILE SENTENZA 2708 2010 RG 3986 2008



SalvatoreDirigente Assessorato Ambiente TRASFERITO   LOSCANDALO DELLE “tremila pratiche per le autorizzazioni della Via-Vas inevase”  “...uscire una pratica bisognava pagaretangenti".


IlGiudice Piano Regionale Aria Copiato


Cambiamo Aria 


ANZA'SALVATORE  18 SETTEMBRE 2013 DECRETONOMINA DOPO LA ROTAZIONE COMUNICAZIONE ISTITUZIONALI E SERVIZI FIRMATOGULLO 
ANZA'SALVATORE CIAMPOLILLO GIUSEPPE Corte di Cassazione, Sezione I Civile, 2014,sentenza 14 gennaio - 20 Studio Cataldi non configurabile responsabilitàdenunciante 



IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013AUDIZIONE COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO SICILIA PIANO ARIA SICILIA COPIATO 26 SETTEMBRE 2013 RESOCONTO AUDIZIONE ARS
Piano Qualita' Aria Regione Sicilia Interpellanza Assemblea Reg Siciliana Per Ritiro Piano

ANZA' SALVATORE CIAMPOLILLO GIUSEPPE Corte di Cassazione, Sezione I Civile, 2014, sentenza 14 gennaio - 20 Studio Cataldi non configurabile responsabilità denunciante





 VIDEO PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO



 CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE IL DIRIGENTE REGIONE SICILIA DOTTOR SALVATORE ANZA’


 ANZA’ SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DI GIUSEPPE MESSINA DI LEGAMBIENTE SEZIONE PRIMA CIVILE SENTENZA 2708 2010 RG 3986 2008


ANZA' SA LVATORE DIRIGENTE ARTA SICILIA CONDANNATO A 1 ANNO E 8 MESI 23 FEBB 2013 



ANZA’ SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE REGIONE SICILIA CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI 5455 2012 PROC 4863 RGNR 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012 SENTENZA


 
TRASFERITO ANZA SALVATORE DIRIGENTE ASSESSORATO AMBIENTE ROTAZIONE PER TUTTI GLI ASSESORATI APPALTI LIMPIDI AMBIENTE 3000 AUTORIZZAZIONI VIA VAS INEVASE DELIBERA DI GIUNTA 487 18 12 2012


 
SENTENZA DI RIGETTO RICORSO CONTRO LA ROTAZIONE DIRIGENTI REGIONE SICILIA 11 MARZO 2013 ANZA' SALVATORE DOTTSA MARINO






RivoluzioneCrocetta, trasferiti 
altri 90 regionali: ecco i primi nomi



Rivoluzione Crocetta, trasferiti altri 90 regionali: ecco i primi nomiAl centro di un’informativa interdittiva della Prefettura di Milano, è finita l’impresa di Furnari Ventura Spa, a cui il Cas di Messina ha dato appalti fino a tre milioni di euro. Sulla vicenda Crocetta ha annunciato che farà chiarezza. Vengono rimossi sette dirigenti su undici dall’assessorato all’Ambiente e Territorio, in tutto si tratta di una novantina di dipendenti. Ecco i primi nomi: gli ingegneri Lucia, Zuccarello, Pennino, Escalia, e ancora Maniscalco, Di Lorenzo e Anzà. Rimangono al loro posto Colajanni, Sansone, Di Martino, Chinnici. Il governo revocherà, inoltre, al dipartimento Energia tre appalti. 


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Palermo BRUNO GIOVANNI ENEA VINCENZO BRUNO FRANCESCO AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERAANZA' BARBARO Cammarata CAPILLI CENTONOVE Cirincione CUSPIDICI CUTAIA Daniele De Joannon GENCHI interlandi LICATA lombardo PARMALIANA PELLERITO PIANO ARIA SICILIA Sansone TOLOMEO ZANONI INTERROGAZIONI ITALCEMENTI EMISSIONI NEOPLASIE BRONCHI TUMORI PM2 5.PM10 BENZO(A)PIRENE GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO PIANO ARIA SICILIA SORBELLO COPIA E INCOLLA ANGELA BIANCHETTI ANZA’ BARBARO D’ANGELO ELETTRODOTTO ENEL ERIN BROCKOVICH GIANLUCA ROSSELLINI GIUSY POLLINO GULLO INDUZIONE MAGNETICA INTERLANDI ITALCEMENTI LUIGI MAXIMILIAN CALIGIURI PACE DEL MELA PARMALIANA GELA BAMBINI MALFORMATI NEOPLASIE TUMORI ADDIO PIZZO ALTAVILLAMILIA SERGIO FLAMIA BBPsnc bruno CANCELLERI COMUNE SCIOLTO PER MAFIA COPACABANA CUTINO ISOLA DELLE FEMMINE MARONIU Palazzotto PARISI PIETRO LIGA PORTOBELLO VINCENZO GENNARO sacelit sansone tolomeo zuccarello ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALazzotto POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO ROMEO NICOLO' SBEGLIA TROIA ANTONINO TROIA ANTONINO VIA CRACOLICI 7 CAPACI SICULA INDUSTRIALE AVICOLA BATTAGLIA GIOVANNI PUCCIO ANTONIO ENZO CIPOLLA LORENZA MASTROGIOVANNI MICHEL BUFO ANGELO CHIARELLO MARIA MADDALENA D'ANGELO GIOVANNI NAF EDIL IMGECO SENSALE GIUSEEPPE FALCONE.MORVILLO ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CALABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI angela bianchetti anza’ barbaro d’angelo elettrodotto enel erin brockovich gianluca rossellini giusy pollino gullo induzione magnetica interlandi italcementi luigi maximilian caligiuri pace del mela parmaliana sacelit sansone tolomeo zuccarello BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA

permalink | inviato da isolapulita il 6/5/2014 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 maggio 2014

L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”. Residenti preoccupati dal progetto aziendale. Genchi: “Verificheremo il rispetto di tutte le prescrizioni”

Combustione petcoke
Borgo Venusio insorge contro la Valdadige 

 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”. Residenti preoccupati dal progetto aziendale. Genchi: “Verificheremo il rispetto di tutte le prescrizioni”.



di PIERO QUARTO
Combustione petcokeBorgo Venusio insorge contro la Valdadige
I fumi che preoccupano i residenti
MATERA - Il petcoke fa paura. E’ la reazione che sta montando in queste ore da parte dei residenti del Borgo Venusio. La causa è il prossimo avvio da parte dell’azienda Valdadige di un progetto di utilizzo come combustile del petcoke.
Un progetto che, dopo l’autorizzazione ambientale dell’agosto 2010, sembra essere sul pronto di partire.
Ieri doveva essere il giorno fatidico per l’utilizzo di petcoke da parte della Valdadige. Almeno questa era la voce che aveva preoccupato i residenti e a cui è seguito un rinvio, pare tecnico, di qualche giorno per applicare al meglio il progetto.
I residenti però sono fortemente allarmati anche perchè poco convinti da quanto hanno letto nell’autorizzazione ambientale emanata dalla Regione. Una delibera del 10 agosto 2010 della giunta regionale che visti i pareri favorevoli ha dato l’autorizzazione integrata ambientale a Valdadige.
«E’ una cosa scandalosa e per la quale chiediamo sin da subito la revoca dell’autorizzazione emanata dalla Regione» spiega Mimmo Genchi residente di Venusio conosciuto anche per il suo impegno politico, «andremo a verificare nel dettaglio il contenuto ed il rispetto di tutte quante le prescrizioni che sono contenute all’interno dell’autorizzazione e procederemo anche a fare un esposto alla Procura della Repubblica su questi fatti.
La cosa che mi pare di maggiore impatto anche in prima battuta è il fatto che esiste una tabella che sintetizza tutti gli elementi nel raggio di un chilometro e si dice che in realtà non ci siano case di abitazione civile. Io abito a circa 600 metri da quell’azienda e conto vicino a me nel borgo vecchio di Venusio almeno una dozzina di famiglie con figli anche piccoli che sono nella stessa situazione.
Devo poi anche aggiungere che nel raggio di un chilometro ci sono nuove abitazioni residenziali ed anche una parte del borgo nuovo.
Non riesco pertanto a capire come è possibile che si possa arrivare ad una decisione del genere senza aver completato nemmeno una semplice verifica territoriale come questa che con i mezzi di oggi mi pare anche molto semplice da poter svolgere». Genchi aggiunge ancora senza accennare assolutamente a fermarsi: «trovo poi oltremodo grave che vi possa essere una conferenza di servizi che dia un’autorizzazione con parere favorevole di Regione, Provincia e Comune su una cosa del genere che può creare problemi a persone che si trovano nel raggio di un chilometro».
Magra la consolazione a cui arriva Genchi anche da ex consigliere comunale ricordando che «oramai a tutela dei territori sono rimasti solamente i cittadini e nessun altro.
Bisognerà nelle prossime settimane chiarire immediatamente quest’incongruenza ed arrivare a verificare nel dettaglio ciascuna delle prescrizioni Aia che sono contenuto in quel documento». In questi ultimi giorni la preoccupazione dei cittadini è cresciuta tanto che ieri mattina era stata paventata, e poi rinviata, una sorta di manifestazione di protesta nell’ottica di un avvio del progetto di utilizzo del petcoke da parte dell’azienda.
In una posizione diversa ma di sostanziale attesa anche a garanzia del proprio lavoro sono anche i 64 dipendenti della Valdadige in cassa integrazione straordinaria dal dicembre scorso per i prossimi dodici mesi e per i quali è stato chiesto a livello sindacale il massimo delle sicurezze rispetto all’approvazione e la realizzazione del progetto. «Prendendo atto dell’autorizzazione ma anche della necessità che ci siano tutti i quanti i via libera e i permessi necessari per poter procedere con il progetto messo in campo dall’azienda» dicono fonti sindacali. Anche in questo caso vi sarebbe grande attenzione nei diversi passaggi che verranno posti in essere.
La questione che si sta trascinando da non poco tempo visto che l’autorizzazione risale al 2010 sembra essere oramai arrivata ad un punto di svolta. Valdadige sembra pronta a partire con l’utilizzo del petcoke ma in realtà la preoccupazione dei residenti è al massimo.
«Case, famiglie e bambini ed un intero borgo sono preoccupati per questo tipo di iniziativa» conclude Mimmo Genchi.

A fine luglio 2010 i pareri favorevoli nel corso della conferenza di servizi
Questi alcuni passaggi dell’autorizzazione di agosto 2010 che dà il via libera al progetto di Valdadige da parte del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata che ha effettuato l’istruttoria sulla richiesta che era stata avanzata da parte dell’azienda..
«L’Azienda ha in progetto l’impiego del “pet-coke” sia nell’impasto che per uso combustibile.
Si ribadisce che durante lo scarico del pet-coke sarà attivo un impianto di aspirazione ed abbattimento delle polveri che si possono generare durante questa fase, che confluisce nel punto di emissione E5».
«Aggiungere una minima quantità di pet-coke nell’impasto permette di velocizzare il ciclo di cottura: la combustione di tale materiale all’interno del prodotto, infatti, consente a quest’ultimo di raggiungere più rapidamente ed efficacemente le temperature di cottura.
Quanto all’utilizzo come combustibile del coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 1% in massa, la ditta ritiene economicamente vantaggiosa tale possibilità.
E’ possibile utilizzare come combustibile il coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 6% in massa  “negli impianti in cui durante il processo produttivo i composti dello zolfo siano fissati o combinati in percentuale non inferiore al 60% con il prodotto ottenuto”.
L’aggiunta nell’impasto di una minima percentuale di pet-coke, inoltre, non solo permette di velocizzare i tempi di cottura, ma anche di limitare le emissioni degli ossidi di zolfo.
Infine la posizione all’interno del forno di cottura dei bruciatori a metano a monte di quelli che utilizzano il combustibile solido (attualmente antracite, ma pet-coke nelle intenzioni della ditta) è, secondo il proponente, strategica perché consente di abbattere gli eventuali residui incombusti del combustibile solido».
Infine il dato sulla conferenza di servizi per acquisire i pareri sul progetto in questione si è svolta presso il Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità della Regione Basilicata.
Il 29 luglio 2010 hanno dato parere la Provincia di Matera – Ufficio Ambiente, che ha espresso parere favorevole, l’azienda Sanitaria di Matera che ha espresso parere favorevole, il  Comune di Matera del settore Urbanistica, che ha espresso parere favorevole e l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata (A.R.P.A.B.), che ha espresso parere favorevole, per le competenze in materia di monitoraggio ambientale».
p.quarto@luedi.it
mercoledì 29 gennaio 2014 09:15

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/722016/Combustione-petcoke--Borgo-Venusio-insorge.html


Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi

Sotto inchiesta il sindaco di Monselice e l'ex presidente del Parco Colli. Perché c'è stato un cambio di atteggiamento? I carabinieri evidenziano le anomalie ma la Procura chiede l’archiviazione. Il Comitato “E noi?” si oppone perché vuole che sia celebrato il processo

di Francesca Segato

MONSELICE. La Procura della Repubblica di Padova ha messo sotto inchiesta il sindaco Francesco Lunghi e la ex presidente del Parco Colli Euganei, Chiara Matteazzi, per la vicenda del revamping. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Federica Baccaglini ha tirato le somme di un’indagine durata due anni, con l’utilizzo anche di intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Indagine che ha visto impegnati i carabinieri della squadra di Polizia giudiziaria della Procura e quelli del Nucleo operativo ecologico di Venezia. I reati ipotizzati erano abuso d’ufficio, falso ideologico, falso materiale, corruzione per atto d’ufficio, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Il tutto nell’ambito del braccio di ferro politico-amministrativo per giungere al via libera al revamping di Italcementi.
La richiesta di archiviazione e i dubbi. Il sostituto procuratore Baccaglini il 20 dicembre scorso ha però chiesto l’archiviazione, ritenendo che gli elementi emersi, pur mostrando, in particolare per la Matteazzi, «comportamenti non del tutto chiari in rapporto alla qualifica pubblica dalla stessa ricoperta», non siano comunque tali da consentire di esercitare l’azione penale. Contro la richiesta di archiviazione ha presentato atto di opposizione il comitato “E Noi?”, presieduto da Silvia Mazzetto e rappresentato dall’avvocato Maria Pia Rizzo.
L’indagine. Di «gravi violazioni di legge» poste in essere da Comune di Monselice, Parco Colli, Provincia di Padova e Soprintendenza per i Beni Architettonici, per garantire l’approvazione del revamping, parlano i carabinieri del Noe di Venezia. Anche il Tar Veneto, con il provvedimento del 9 maggio 2012, chiedeva del resto di verificare se sussistessero gli estremi dell’abuso d’ufficio. Come sottolinea lo stesso pubblico ministero nella richiesta di archiviazione, i carabinieri del Noe «avevano già evidenziato… alcuni profili di antigiuridicità della condotta degli amministratori pubblici a vario titolo interessati e coinvolti nella vicenda, sottolineando come, ad un certo punto, vi fosse stato, non solo in seno al Comune di Monselice ma anche in capo all’Ente Parco Colli e alla Soprintendenza… un cambio di atteggiamento nei confronti del progetto di revamping».
sa
L’ipotesi di corruzione. Ancora i carabinieri sottolineavano come «tale “ripensamento” si affiancasse a situazioni di favore (compensi, incarichi…) elargiti a amministratori, dipendenti, a vario titolo operanti all’interno degli enti interessati, ciò che portava fondatamente a ritenere la sussistenza del reato di corruzione». Il pm riporta anche alcuni esempi delle risultanze emerse dalle indagini. Un caso è quello di Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca: «Da sempre contrario al progetto, aveva poi mutato opinione; risulta che abbia ricevuto il 21/10/2011, con determina 803 del Comune di Monselice, l’incarico per la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dell’importo di euro 430.000, dei quali 12.480 assegnati alla progettazione e quindi al raggruppamento di professionisti che li avrebbero realizzati, rappresentati dallo stesso Callegaro».
Ancora, i consiglieri dichiaratisi contrari al revamping «venivano di volta in volta sostituiti», mentre alcuni,Tiziano Montecchio Andrea Basso, «ricevuti degli incarichi fiduciari da parte del sindaco, si pronunciavano, rispettivamente a favore e astenuto». Il pm cita anche Gianni Mamprin, vicesindaco: «In contatto con le dirigenze aziendali delle cementerie, si rivolgeva alle stesse per richiedere e sollecitare sponsorizzazioni per le varie attività promosse dall’amministrazione comunale con le associazioni locali (feste Pro loco, manifestazioni della Giostra della Rocca…)». Fondi, sottolinea il pm, che il vicesindaco ha raccolto anche per concerti e manifestazioni: «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi».
Lunghi invece si era schierato apertamente dalla parte di Italcementi fin dai volantini elettorali. Mentre la Matteazzi si era discostata dal parere contrario della Commissione tecnica del Parco, dando il suo benestare al revamping. La stessa Matteazzi, ricorda il pm, oltre che dipendente del comune di Loreggia lo era anche del ministero dei Beni culturali, e quindi molto legata a Ugo Soragni, il Soprintendente che a sua volta diede il via libera al revamping (contro un primo parere istruttorio della Soprintendenza). Dalle intercettazioni telefoniche, la donna appare «molto attenta nell’uso del telefono tanto che sovente tace informazioni reputate sensibili rimandandole a incontri di persona». Incontri avvenuti con dirigenti di Italcementi come Edoardo Giudice andrea, il promotore del revamping. Un altro filone di indagine riguarda la nomina a capo ufficio tecnico di Monselice dell’ingegner Mario Raniolo: un concorso, secondo l’accusa, pilotato perché fosse proprio lui a occuparsi del revamping.
L'area del Revamping a Monselice.

ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4

LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?
La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita


Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente eTerritorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza,per inosservanza prescrizioni,  decreto693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con lapresente intende ribadire  quantodichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1°Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato,avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che laprocedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per Icementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delleautorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendoconto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine diraggiungere l’obiettivo di un elevato livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazionedelle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissionedella Unione Europea ed a  livellonazionale) atte a ridurre gli impattiambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, laprevisione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungereprestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissiviper le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tenganoconto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristicheambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescrittilimiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alleprestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità localisiano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettagliodi un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli entipreposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifichemodalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibiliindividuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanzapresentata, dalla  Italcementi datati3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta dellaConferenza dei  Servizi la Italcementifaceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo delpet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che laItalcementi aveva presentato  il3.11.2006

Preso atto che il 29agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il“Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS IngVincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autoritàcompetente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva pressol’impianto  congiuntamente con gli entiche hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente allacomunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine diverifica  la attuazione delleprescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a.è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia diprogetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinatoal rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dallecompetenti autorità intervenute  in sededi conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fannoparte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla datadi notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate leprescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili,dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere inconferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’aziendadi procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, allaconversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamentoalle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanzialemiglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimentodei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo).Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzareun sistema di abbattimento delle  polveriche garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livelloemissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviatocon Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimastoinevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi)di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con ildecreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale TerritorioAmbiente senza che risulti  realizzatoalcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predettaAutorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per ItalcementiS.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo perla salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche perl’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sonosolidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute deicittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo inordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previstidall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicataall’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa anotevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che ditale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appareforiera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agentiper i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadiniche risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessipubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbligal’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività dicontrollo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecitagli  Enti in indirizzo, per le competenzeche la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/orevocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termineprevisto dalla stessa  e/o per gli altrimotivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito diadeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggettodell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine


Per maggiori informazioni sitrovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:






ITALCEMENTIISOLA DELLE FEMMINE Interrogazione a risposta scritta 4-03034 MANNINO Claudia21 dicembre 2013, seduta n. 143




Camera,interrogazione a risposta scritta   di Claudia MANNINO(M5S)
il decreto legislativo30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzionispettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela dellasalute nei luoghi...

                    presentato il: 21/12/2013
                     
Atto Camera  

   

 Interrogazionea risposta scritta 4-03034 presentato da MANNINO Claudia testo di Sabato 21dicembre 2013, seduta n. 143  


 MANNINO.— Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:   


il decretolegislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute lefunzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, ditutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza deglialimenti;   

 lostesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge lefunzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anchesotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delleattività sanitarie regionali;   

 aseguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isoladelle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti diproduzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;   

 aseguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell'impiantoha presentato, in data 3 novembre 2006, un'istanza per ottenerel'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto diconversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);   

 nelcorso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto ilrilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente perl'impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibiliutilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per larealizzazione del progetto di conversione tecnologica dell'impianto, dopo averacquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per larealizzazione delle opere previste nello stesso progetto;   


 condecreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è statarilasciata alla società italcementi SpA l'autorizzazione integrata ambientaleper l'impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune diIsola delle Femmine, che consente l'impiego del coke di petrolio tra icombustibili autorizzati;   


 l'articolo6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo saràsubordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale glienti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare lecondizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dellostesso decreto n. 693 del 2008;   

 l'articolo7 del decreto n. 683 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e leprescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuticome materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologicadell'impianto, all'uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamentodei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo chel'efficacia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata alrispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competentiautorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dallanotifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relativeall'applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dairappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizidecisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;   

 trale prescrizioni relative all'impianto, fissate dal Decreto 683/2009,all'articolo 7, è stato inserito l'obbligo, per il gestore, di procedere –entro 24 mesi dal rilascio dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica(il cosiddetto revamping) dell'impianto con il completo allineamento dellemigliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al finedi ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri,ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 adistanza di più di 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione integrataambientale, la conversione tecnologica dell'impianto, prescritta dall'articolo7 del decreto n. 683 del 2009, non è stata realizzata;   

 nonrisulta che l'amministrazione competente al rilascio dell'AIA abbia effettuatoalcun controllo in ordine all'effettivo adempimento, da parte del soggettogestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 683 del2009, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicataall'amministrazione regionale e all'autorità giudiziaria una situazione diemergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumoprovenienti dalla cementeria;   

 nelcomune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, adoperare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza letecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioniinquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 lamancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilasciodell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quellaconcernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – noncostituisca una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessacollocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:  

 qualielementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;   
 seintenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità cheabitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse alfunzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034) 


PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IAITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DELLUGLIO 2008 



A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA', GULLO, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI, interlandi, RAFFINERIE, Sansone, Tolomei, zuccarello, RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI

 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”.


Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»


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Palermo BRUNO GIOVANNI ENEA VINCENZO BRUNO FRANCESCO AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERAANZA' BARBARO Cammarata CAPILLI CENTONOVE Cirincione CUSPIDICI CUTAIA Daniele De Joannon GENCHI interlandi LICATA lombardo PARMALIANA PELLERITO PIANO ARIA SICILIA Sansone TOLOMEO ZANONI INTERROGAZIONI ITALCEMENTI EMISSIONI NEOPLASIE BRONCHI TUMORI PM2 5.PM10 BENZO(A)PIRENE GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO PIANO ARIA SICILIA SORBELLO COPIA E INCOLLA ANGELA BIANCHETTI ANZA’ BARBARO D’ANGELO ELETTRODOTTO ENEL ERIN BROCKOVICH GIANLUCA ROSSELLINI GIUSY POLLINO GULLO INDUZIONE MAGNETICA INTERLANDI ITALCEMENTI LUIGI MAXIMILIAN CALIGIURI PACE DEL MELA PARMALIANA GELA BAMBINI MALFORMATI NEOPLASIE TUMORI ADDIO PIZZO ALTAVILLAMILIA SERGIO FLAMIA BBPsnc bruno CANCELLERI COMUNE SCIOLTO PER MAFIA COPACABANA CUTINO ISOLA DELLE FEMMINE MARONIU Palazzotto PARISI PIETRO LIGA PORTOBELLO VINCENZO GENNARO sacelit sansone tolomeo zuccarello ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALazzotto POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO ROMEO NICOLO' SBEGLIA TROIA ANTONINO TROIA ANTONINO VIA CRACOLICI 7 CAPACI SICULA INDUSTRIALE AVICOLA BATTAGLIA GIOVANNI PUCCIO ANTONIO ENZO CIPOLLA LORENZA MASTROGIOVANNI MICHEL BUFO ANGELO CHIARELLO MARIA MADDALENA D'ANGELO GIOVANNI NAF EDIL IMGECO SENSALE GIUSEEPPE FALCONE.MORVILLO ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CALABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI angela bianchetti anza’ barbaro d’angelo elettrodotto enel erin brockovich gianluca rossellini giusy pollino gullo induzione magnetica interlandi italcementi luigi maximilian caligiuri pace del mela parmaliana sacelit sansone tolomeo zuccarello BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA

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6 maggio 2014

Sicilia – “Respiriamo” ancora l’aria del “Piano aria pulita del Veneto”

Sicilia – “Respiriamo” ancora l’aria del “Piano aria pulita del Veneto”

Sicilia – “Respiriamo” ancora l’aria del “Piano aria pulita del Veneto”


In Sicilia ancora “aria pulita del Veneto”. Forse qualcuno ricorda la ridicola storia interpretata dagli uomini di Lombardo che gestivano l’assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Le risate che la Petrix ha suscitato con le sue “interviste” dei protagonisti (progettisti, assessore e dirigente regionale). Bene dopo 5 anni dalla “stesura” con copia incolla di quel piano, e dopo che un dirigente è stato condannato per aver calunniato e ingiuriato persone ed associazioni ambientaliste, nessun intervento è stato adottato dal Governo regionale per ridare ai siciliani la possibilità di “respirare” un po’ d’aria della Trinacria.
Era abbastanza prevedibile che nessun intervento sarebbe stato posto in essere dal governo (si fa per dire) Lombardo per riparare – se non altro – alla mala figura, in fondo si trattava di uomini di fiducia del governatore; per altro aver spostato il dirigente generale dal territorio al Corpo Forestale era stata già una cosa eccezionale – a sentire il personale del Corpo ne avrebbero fatto volentieri a meno. Ma che ancora oggi nemmeno il Governo del rivoluzionario Crocetta ha aperto una finestra per respirare aria di Sicilia, ci sembra un tantino strano.
Ancora più strano è parso alle associazioni: Legambiente Sicilia, Cgil Sicilia, AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Italia Nostra, Wwf Palermo e comitato cittadino Isola Pulita; le quali, dopo aver atteso l’inserimento della Giunta Crocetta, hanno segnalato “l’anomalia” alla nuova amministrazione, chiedendo all’assessore al territorio e ambiente Maria Lo Bello di chiudere definitivamente la finestra sul Veneto ed aprire quella sulla Conca d’oro.
Nella lettera delle associazioni si legge:
“A fronte di questa situazione a dir poco paradossale – lettera firmata da Mimmo Fontana per Legambiente e Antonio Riolo per la Cgil Sicilia – che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione”.
La segnalazione appare più che opportuna ed è sorretta dalla speranza che rifacendo il piano, nel caso di copiature, ci si rifaccia ai tanti testi sull’ambiente siciliano.

http://www.nuovosoldo.it/2013/03/10/sicilia-respiriamo-ancora-laria-del-piano-aria-pulita-del-veneto/








A NOI AMBIENTALISTI Siciliani  l’idea di realizzare le “piste ciclabili sfruttando argini di fiumi ecanali” ci aveva insospettito NON POCO  equindi……….

“PUO’ RITENERSI ACCERTATO CHE IL PIANO CONTENEVA SE NONERRORI, COMUNQUE VISTOSE COPIATURE DI UN PIANO DI ALTRA REGIONE

La teste Interlandi Rosanna, all’epoca dei fatti AssessoreRegionale per il territorio ed Ambiente, la quale ha spiegato che all’Anzà erastata affidata la redazione del “Piano regionale per la tutela della qualitàdell’aria” che era stato pubblicato ad agosto 2007 sul sito dell’Assessorato.

Il piano era stato elaborato con ritardo rispetto ai tempidovuti, ritardo per il quale era stata attivata un procedura comunitaria perinfrazione.

Era però emerso che il “Piano regionale per la tutela dellaqualità dell’aria” oltre a contenere ERRORI DI SINTASSI vari, era una COPIATURAdi un precedente piano redatto per la regione Veneto e tale circostanza risultava da una serie di INDICAZIONI eRIFERIMENTI che erano del tutto ILLOGICI ed INCONGRUI ove riferiti alterritorio siciliano.

In particolare si faceva riferimento alle immissioniatmosferiche derivanti dall’uso dei riscaldamenti domestici dovuti al CLIMARIGIDO, si indicava quale soluzioni dell’inquinamento da traffico ilpotenziamento delle PISTE CICLABILI da realizzare sugli ARGINI DEI FIUMI CHEATTRAVERSANO I CENTRI STORICI e, in alcuni casi si trovava addirittura il linkdella Regione Veneto (pag 14 verbale del 24.11.2011).

Appare quindi evidente che non possono ritenersi credibili itesti Barbaro e Tolomeo che hanno parlato di correzioni effettuate dallasegreteria e nel tempo di ventiminuti – mezz’ora; ma soprattutto appareevidente che gli errori del “Piano regionale per la tutela della qualitàdell’aria”, non potevano essere semplici “refusi”, giacchè non potrebbelogicamente giustificarsi la creazione ad hoc di una commissione composta datre soggetti che ha lavorato per quattro mesi, per la correzione di unelaborato di appena 385 pagine, compresi gli allegati.


….lungi da essere meri refusi come dichiaratoeufemisticamente  da testi interessatianche ad escludere ovvero attenuare proprie responsabilità  amministrative, erano vere e proprieCOPIATURE.

Peraltro, nello stesso “decreto di correzione relativo alpiano regionale per la tutela della qualità dell’aria”  si legge di “comunità montane”, “argini difiumi e vcanali”, “intero territorio pianeggiante della regione”, “bacinoaerologico padano” eccc..

….il “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”conteneva effettivamente degli errori che per la loro evidenza e natura eranotali da rendere legittime le critiche…..

Per quanto riguarda la commisurazione della pena, rilevaquesto Giudice che NON si ravvisano motivi per la concessione  delle circostanze ATTENUANTI e ciò sia permotivi processuali che per motivi sostanziali.

…Infatti la vicenda presenta profili di indubbiagravità……….per formulare offese personali connotate da una fortissima violenzaverbale, violenza di cui l’IMPUTATO non è sembrato neppure rendersi conto nelcorso del suo esame dibattimentale.


DICHIARA Anzà Salvatore responsabile del REATO continuato alui ascrittoi e lo CONDANNA ALLA PENA di UNO ANNO e MESI OTTO  di RECLUSIONE, oltre che al pagamento dellespese processuali………….


Sentenza  n. 5455/2012emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quartapenale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a unanno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore EX DIRIGENTEASSESSORATO TERRTORIO AMBIENTE DELLA REGIONE. L’accusa: diffamazione   in relazione alle posizioni assuntedall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela dellaQualità dell’aria .

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Diffamazione – Condannato dirigente Regione Siciliana




PALERMO -  Con sentenza n° 5455/12 il dirigente regionale Salvatore Anzà è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per diffamazione per mezzo di atti pubblici del suo ufficio dell’Assessorato Territorio e Ambiente, unitamente al pagamento delle spese processuali. Dal giudice non sono state concesse le attenuanti generiche.

Tutto partì da una conferenza stampa del 21 nov. 2007 nel quale Legambiente denunciò che il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’Assessore al Territorio e Ambiente Rosanna Interlandi, era un copiato da un simile piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, che già era stato bocciato dalla Comunità Europea, nonché una mescolanza di capitoli, paragrafi, e contenuti. integralmente ripresi da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni.

Legambiente, il suo presidente regionale Domenico Fontana ed i partecipanti a quella conferenza del 21 novembre 2007, mediante diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, divennero bersaglio di attacchi da parte dell’Anzà che a seguito delle note indirizzate agli ambientalisti  venne dagli stessi querelato.

La condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione inflitta con sentenza di condanna è stata sospesa, poiché essendo il dr. Anzà incensurato è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.


Sentenza n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, GiudiceMonocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del18.10.2012, di condanna a un anno e otto mesidi reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa LegambienteComitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana,per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasioffensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazionee del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto inrelazione alla denuncia di Legambiente per le  note inviate dall’Anzà avari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul PianoRegionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria .

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ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 1

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ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 17

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 18

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 19
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ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 21

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 22

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 23

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 24

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 25







ComitatoCittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

ViaSciascia 13

  

AlPresidente della Regione Sicilia

Onle RosarioCrocetta
Piazza Indipendenza21
Fax 091 707530290129 Palermo fax inviato 19.2.13 h. 17,58 rac rr 1424411893871
All’Assessore Regionaledel Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella LoBello
Via Ugo La Malfa169
Fax 091 707796390146 Palermo  fax inviato 19.2.13 h.17,55 rac rr  90040130219004220 postaexpress

e p.c. IV Commissione  Ambiente e Territorio

Assemblea RegionaleSiciliana
Onle GiampieroTrizzino
Piazza Indipendenza21
Fax 0917054564inviato 19.2.13 h. 17,51 racc rr 14241189396


Anticipata via Fax

OGGETTO: ATTOD’INVITO E DIFFIDA A PROVVEDERE CON ISTANZA IN AUTOTUTELA ALLA REVOCA ED AL RITIRO DAL SITO WEB   DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE  DEL " PIANOREGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA QUALITA' DELL'ARIA AMBIENTE" 


Sig. Presidente,  Sig.Assessore, on.le Presidente IV commissione

poichè ad oggirisulta senza seguito la richiesta inoltrata con R.R.  il 21 e 22 gennaio 2013  alle SS.VV. da parte delle scriventi Associazioni e fin dal 24dicembre 2012 da parte di Legambiente e della CGIL al finedel ritiro del “Piano regionale dicoordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente”(2007) in quanto copiato quasi 6 anni fa daquello omologo della Regione Veneto e da vari documenti già editi da altriEnti, le scriventi Associazioni, anche alla luce della sentenza del Tribunaledi Palermo (allegata alla presente) che ha condannato il dott. SalvatoreAnzà del Dipartimento Ambiente alla pena di 1 anno e 8 mesi per la vicendain questione, reiterano la richiesta e diffidano a volerle  dareimmediato adempimento, non da ultimo quale segnale di concretaapplicazione dei principi di legalità e trasparenza di cui il Governodichiara di farsi interprete.       

n.b.  n. raccomandate inviate il 31 gennaio 2013142411891787- 1424411892562  ricevuteentrambe il 31 gennaio 2013


FIRMATARI DELDOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente diAugustAmbiente
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Jannipresidente di  Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,

Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delleFemmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allega
  1. Sentenza di Condanna  emessa in data 18 ottobre 2012 nei confronti  del  Dottor Anzà Salvatore Autore del Piano









ComitatoCittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

ViaSciascia 13Al Presidente della Regione Sicilia

Onle RosarioCrocetta
Piazza Indipendenza21
Fax 091 707530290129 Palermo
All’AssessoreRegionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella LoBello
Via Ugo La Malfa169
Fax 091 707796390146 Palermo 

Anticipata via Fax

Sig. Presidente e Sig. Assessore,
il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in unaconferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela dellaqualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiatodall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché uncollage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazionigià edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegato).
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano delVeneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchianni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e“similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia,tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabililungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comunisiciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia laNotizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo,affermava trattarsi di “refusi “ (marefusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la commissione ispettivaassessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere ilmandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti allaconferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni,esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni, ecc.) da parte del dirigente responsabiledella redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte sucarta intestata     del DipartimentoAmbiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato odella Regione intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel dirigente, rimastoimpunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete diprotezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha giàsubito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali,nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, ilPiano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suotempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sitoistituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documentotuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, cheappare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigiodell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia ditrasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventiOrganizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anchecome segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modusoperandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attivitàamministrativa della nostra Regione.
 E’ di queste giorni la notizia delTribunale penale  di Palermo GiudiceMonocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010  che nell’udienza del 18 ottobre 2012, è stata emessa la sentenza n. 5455/2012,   di condanna  a un anno eotto mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente ComitatoRegionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per lediffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensiveriportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e delpresidente Regionale arch. Domenico Fontana.
L’operato del dr. Anzà  risulta a nostro parere di una gravità estrema,in quanto dette  note sono state redatte su carta intestata dell'ARTA e firmatedall'Anzà nelle funzioni ufficiali di responsabile del Servizio 3 versol'esterno in rappresentanza dello stesso ARTA.

FIRMATARI DELDOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente diAugustAmbiente
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Jannipresidente di  Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delleFemmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allegano:
1.      PianoSiciliano e Fonti copiate
2.      Guidalettura Piano

 Raccomandata 142411891787 ricevuta 31 gennaio2013 inviata da isola delle femmine 22 gennaio 2013
 Raccomandata  90040130122003650 inviata da Isola delleFemmine il 22 gennaio 2013 






                                                                     
Al Presidente della Regione
                                                                                                                          All’Assessore Regionale
                                                                                                                   delTerritorio e dell’Ambiente


Sig. Presidente e Sig.Assessore,

il 21 novembre 2007Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale dicoordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato edadottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorioe Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Venetodi alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc.integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti edAmministrazioni (vedasi allegati).
Gli autori non si eranoneppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già statobocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incollasi erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristicheambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e deicanali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delleComunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordareil servizio di Striscia la Notizia in cui il Dirigente Generale del DipartimentoAmbiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che lacommissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, eracostretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente edi partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi ediffamatori (banda di lestofanti, bandadi cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca dimascalzoni, ecc.) da parte deldirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramitediverse note redatte su carta intestata    
del Dipartimento Ambiente,senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regioneintervenissero minimamente.
E’ più che evidente che queldirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su unaconsolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lostesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti,civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 annidai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come erastato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bellamostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente comefosse un documento tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazionea dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre checon il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioniprogrammatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo dellaRegione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro delPiano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad undeleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuridell’attività amministrativa della nostra Regione.

Palermo,

         Legambiente Sicilia                                                     CGIL Sicilia
          Domenico Fontana                                                     Antonio Riolo
                  


XVILegislatura ARS
INTERROGAZIONE
(risposta scritta)

Al Signor Presidentedella Regione


Iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia dellasalute della popolazione dall’inquinamento atmosferico nella Regione Siciliana– Inadempienze circa la redazione del Piano Regionale di Tutela della Qualitàdell’Aria ed aberrazioni in merito all’adozione da oltre 5 anni di un Pianocopiato dall’omologo della Regione Veneto e da documenti editi da altre fonti


premessoche,
•   più di 5 anni fa, iI 21 novembre 2007,Legambiente Sicilia, denunciava in una conferenza stampa, che il PianoRegionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente,approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessoreal Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Pianodella Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli,paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altriEnti ed Amministrazioni;

•  gli autori, coordinati dal dirigenteresponsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” delDipartimento Ambiente, dott. Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti chequel Piano del Veneto (anno 2000), cui avevano attinto, era già stato bocciatodalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla sierano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristicheambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamentodomestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabililungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comunisiciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delleComunità montane, ecc.;

•  la vicenda suscitava, a causa dei suoirisvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico enell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzionedella trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilaranteservizio nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente,Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirlifrutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare puòsuccedere”;

•  l’Assessore Interlandi nominava unacommissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità,ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietroun’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione;

•   a distanza di circa 4 mesi l’AssessoreInterlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare leabnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti piùspiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamentecopiate;   
e consideratoche

•  il c.d. Piano regionale dicoordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della RegioneSiciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato conil metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione eprovenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anchetemporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Venetorisaliva all’anno 2000 ed era stato per giunta già bocciato dalla ComunitàEuropea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione epianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria;

•        nessun provvedimento risulta esserestato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Pianocopiato;

•        detto Piano continua inspiegabilmente epoco decorosamente a risultare un documento ufficiale della RegioneSiciliana  e ad essere inserito nel sitoistituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i verticipolitici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed iresponsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto diintervenire al fine della sua revoca;

•   lo scorso mese di novembre si è appresodagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto ilrinvio a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano dirisanamento della qualità dell’aria, degli ex Presidenti della Regione, TotòCuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro temporedell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, RossanaInterlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro;  

•  è di questi giorni la notizia che ilTribunale di Palermo ha emesso la sentenza n. 5455/2012 di condanna ad 1 anno e8 mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti dell'allora responsabile delServizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott.Salvatore Anzà, il quale , nell'esercizio delle sue funzioni, aveva redatto einviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note sucarta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenutigravemente diffamatori e offensivi in danno di Legambiente e del suo PresidenteRegionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura delPiano;

per saperequali iniziative ritenga di adottare, ed in che tempi, al fine di

porreimmediatamente termine, dopo oltre 5 anni e mezzo, con la revoca del Pianocopiato, a questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere inmodo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione,con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità delnuovo Governo della Regione;

fareemergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hannopotuto impunemente godere a tutti i livelli nel corso di questi anni, anchecome segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi e di un sistemadi connivenze tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostraRegione fareconoscere i motivi per i quali il Piano copiato ha continuato fino ad ora afare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio eAmbiente senza che nessuno dei vertici politici e burocratici che si sonosucceduti negli anni sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza dellaben nota copiatura e quindi della macroscopica non conformità, tanto è vero chenessuno degli stessi vertici e degli uffici lo ha messo in atto;

adottareun vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria

 (L'interrogante chiede lo svolgimento conurgenza)

PAGINA 24 DELLA SENTENZA 




















PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 1474 23 dic 2008 contratto Ing Vincenzo Sansone
formalizzato dirigente 2 VIA VAS 17 DIC 2008 A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008
PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 155 29 GENN 2009 contratto
Ing NATALE ZUCCARELLO NOMINA dirigente RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA
ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008













ITALCEMENTI 16.2. 2013AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE illegittima ?


http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri2.pdf

  • DEPURAZIONE BONIFICA RISANAMENTO AMBIENTALE GOVERNO BERLUSCONI19 FEBBRAIO 2010 ORDINANZA COMMISSARIALE EMERGENZA RIFIUTI




















http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri1.pdf


Sentenza  n. 5455/2012,ANZA,TOLOMEO,INTERLANDI,ZUCCARELLO,GENCHI,PELLERITO,MESSINA,CAVALLARO,CIAMPOLILLO,CIRINCIONE,SANSONE,FONTANA,LEGAMBIENTE,TRIZZINO,SMOG MAZZARA,PIANO AEROLOGICO PADANO 


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Palermo BRUNO GIOVANNI ENEA VINCENZO BRUNO FRANCESCO AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERAANZA' BARBARO Cammarata CAPILLI CENTONOVE Cirincione CUSPIDICI CUTAIA Daniele De Joannon GENCHI interlandi LICATA lombardo PARMALIANA PELLERITO PIANO ARIA SICILIA Sansone TOLOMEO ZANONI INTERROGAZIONI ITALCEMENTI EMISSIONI NEOPLASIE BRONCHI TUMORI PM2 5.PM10 BENZO(A)PIRENE GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO PIANO ARIA SICILIA SORBELLO COPIA E INCOLLA ANGELA BIANCHETTI ANZA’ BARBARO D’ANGELO ELETTRODOTTO ENEL ERIN BROCKOVICH GIANLUCA ROSSELLINI GIUSY POLLINO GULLO INDUZIONE MAGNETICA INTERLANDI ITALCEMENTI LUIGI MAXIMILIAN CALIGIURI PACE DEL MELA PARMALIANA GELA BAMBINI MALFORMATI NEOPLASIE TUMORI ADDIO PIZZO ALTAVILLAMILIA SERGIO FLAMIA BBPsnc bruno CANCELLERI COMUNE SCIOLTO PER MAFIA COPACABANA CUTINO ISOLA DELLE FEMMINE MARONIU Palazzotto PARISI PIETRO LIGA PORTOBELLO VINCENZO GENNARO sacelit sansone tolomeo zuccarello ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALazzotto POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO ROMEO NICOLO' SBEGLIA TROIA ANTONINO TROIA ANTONINO VIA CRACOLICI 7 CAPACI SICULA INDUSTRIALE AVICOLA BATTAGLIA GIOVANNI PUCCIO ANTONIO ENZO CIPOLLA LORENZA MASTROGIOVANNI MICHEL BUFO ANGELO CHIARELLO MARIA MADDALENA D'ANGELO GIOVANNI NAF EDIL IMGECO SENSALE GIUSEEPPE FALCONE.MORVILLO ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CALABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI angela bianchetti anza’ barbaro d’angelo elettrodotto enel erin brockovich gianluca rossellini giusy pollino gullo induzione magnetica interlandi italcementi luigi maximilian caligiuri pace del mela parmaliana sacelit sansone tolomeo zuccarello BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA

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6 maggio 2014

ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE














 


La guerra del cemento, 4 anni di battaglie infuocate nella Bassa Padovana

di Alice Cavicchioli


MONSELICE 13 Feb - Monselice, provincia di Padova. Qui, nel 2010, comincia una storia che oggi, dopo 4 anni, non è ancora finita, e che lascia dietro di sé una ferita profonda, aperta fra gli abitanti che le cronache hanno diviso in ambientalisti da un lato e lavoratori dall’altro, ma che di fatto non sono nient’altro che cittadini, stretti nella morsa di una battaglia che li ha messi gli uni contro gli altri.



A innescare la miccia è il revamping di Italcementi, un progetto di ristrutturazione presentato da una delle tre cementerie che – con una concentrazione che non ha eguali in Europa – insistono nell’area dei Colli Euganei tutte nel raggio di 5 chilometri. Sul piatto c’è un investimento da 160 milioni di euro che prevede anche una torre di preriscaldo alta 110 metri, poi scesi a 89, e la garanzia di occupazione per i lavoratori. Senza il revamping gli operai rischiano il posto e dunque sostengono compatti la sua attuazione.



comitati “E noi?” e “Lasciateci respirare”, supportati da una buona fetta di cittadini, associazioni e un inaspettato fronte trasversale composto da molte amministrazioni del territorio, nell’opera vedono invece uno sfregio ambientale nel cuore del Parco Colli e temono da parte della cementeria l’utilizzo di rifiuti come combustibile, con conseguenti rischi sanitari per la popolazione. La produzione di cemento nel 2010 è già in forte calo e il sospetto dei comitati è che l’industria punti sull’uso di materiale di scarto per abbattere i costi nel quadro di un mercato in declino. La popolazione convive dagli anni ’50 con tre attività industriali classificate come insalubri di 1° classe.


La situazione della Bassa è percepita “a rischio” da molti, e proprio da un approfondimento sulle vicende di questo territorio nasce anche il documentario “Nel mio giardino” (dal quale sono state tratte le immagini per questo servizio), realizzato da Cristian Cesaro, Fabio Lessio, Santo Bruno e davide Donnola. I dati epidemiologici dell’Usl 17 sull’incidenza dei tumori nell’area dimostrano un tasso di mortalità che rientra nella media degli altri Comuni, ma per Francesco Miazzi, portavoce del comitato “Lasciateci respirare”, il rapporto non è rassicurante come sembra: “Se è vero che la mortalità è nella media - e questo anche grazie ai progressi medici - il numero delle persone che si ammalano invece è in aumento” sottolinea Miazzi, che a Monselice è anche consigliere comunale.

“Quello che non hanno voluto tirare fuori – sostiene – sono i numeri, tratti dallo stesso documento e relativi al tasso di patologie respiratorie registrate nell’Usl 17”: affetti da insufficienza respiratoria e malati cronici di asma qui sarebbero risultati molto più numerosi rispetto alla tendenza regionale.
Sul fronte opposto ci sono i lavoratori della cementeria che temono per il loro avvenire. La crisi preme, e lo spettro della disoccupazione avanza.

Si può scegliere tra la salute e il lavoro? Fra il bene dei singoli nell’immediato e il bene di una comunità nel suo futuro? Sono domande davanti alle quali un cittadino non dovrebbe mai trovarsi, le stesse che hanno finito per spaccare la popolazione, dividendola proprio su ciò che la dovrebbe unire, cioè il destino del proprio territorio.


Comincia una battaglia legale che vedrà due sentenza del Tar bocciare il revamping. Parallelamente la procura di Padova mette sotto inchiesta il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e l’allora presidente del Parco Colli Chiara Matteazzi, favorevoli al revamping. Le indagini condotte dai carabinieri del Noe di Venezia arrivano ad ipotizzare i reati di corruzione e abuso di ufficio volti a garantire l’approvazione e la realizzazione del progetto. Lo stesso Tar del Veneto, nel maggio del 2012, nell’annullare l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei e la delibera della giunta provinciale con cui si era espresso il parere di compatibilità ambientale favorevole, dispone la trasmissione degli atti alla Procura ritenendo “necessario che essa verifichi se l’illegittimo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica impugnata abbia comportato la commissione di reati”.

Seguono due anni di indagini con tanto di intercettazioni e pedinamenti. Il sospetto dei carabinieri è che i ripensamenti di vari amministratori pubblici prima contrari e poi favorevoli al progetto Italcementi “si affiancasse a situazioni di favore come compensi e nuovi incarichi”. Ma il 20 dicembre 2013 il sostituto procuratore, pur sottolineando la condotta “non del tutto chiara” degli indagati, chiede l’archiviazione del caso in assenza di elementi idonei a esercitare l’azione penale. I comitati si oppongono e la decisione, ad oggi, è quindi affidata al gipNel frattempo il Consiglio di Stato, a fine 2012, ha ribaltato anche la seconda sentenza del Tar. Italcementi può, dunque, fare il revamping.

Ma il progetto, con la crisi del cemento al suo apice, è ormai tramontato. La colpa, per il sindaco Lunghi e il suo vice, è dei comitati, di chi si è opposto, tanto da annunciare contro di loro una class action. Eppure, perfino il sindacato, che rappresenta i lavoratori, non attribuisce ai comitati la retromarcia sul revamping, ma alla crisi del settore e alle mutazioni del mercato.

Perché allora questa class action? Francesco Miazzi tira in ballo l’imminente campagna elettorale per il comune di Monselice e parla di “ennesimo tentativo intimidatorio”. Intanto, i forni del cementificio si spengono, lo stabilimento dopo essere stato “declassato” a centro di macinazione, a fine gennaio di quest’anno viene chiuso e al termine di una vertenza sindacale condotta in un clima esacerbato su ogni fronte, i sindacati ottengono per tutti i lavoratori la cassa integrazione straordinaria per almeno due anni, potenzialmente rinnovabile per altri due. Nel frattempo la speranza è che la politica ricomponga ciò che ha diviso, disegnando per Monselice e per la Bassa Padovana strade di sviluppo alternative.
 
13 febbraio 2014


Combustione petcoke
Borgo Venusio insorge contro la Valdadige 

 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”. Residenti preoccupati dal progetto aziendale. Genchi: “Verificheremo il rispetto di tutte le prescrizioni”.



di PIERO QUARTO
Combustione petcokeBorgo Venusio insorge contro la Valdadige
I fumi che preoccupano i residenti
MATERA - Il petcoke fa paura. E’ la reazione che sta montando in queste ore da parte dei residenti del Borgo Venusio. La causa è il prossimo avvio da parte dell’azienda Valdadige di un progetto di utilizzo come combustile del petcoke.
Un progetto che, dopo l’autorizzazione ambientale dell’agosto 2010, sembra essere sul pronto di partire.
Ieri doveva essere il giorno fatidico per l’utilizzo di petcoke da parte della Valdadige. Almeno questa era la voce che aveva preoccupato i residenti e a cui è seguito un rinvio, pare tecnico, di qualche giorno per applicare al meglio il progetto.
I residenti però sono fortemente allarmati anche perchè poco convinti da quanto hanno letto nell’autorizzazione ambientale emanata dalla Regione. Una delibera del 10 agosto 2010 della giunta regionale che visti i pareri favorevoli ha dato l’autorizzazione integrata ambientale a Valdadige.
«E’ una cosa scandalosa e per la quale chiediamo sin da subito la revoca dell’autorizzazione emanata dalla Regione» spiega Mimmo Genchi residente di Venusio conosciuto anche per il suo impegno politico, «andremo a verificare nel dettaglio il contenuto ed il rispetto di tutte quante le prescrizioni che sono contenute all’interno dell’autorizzazione e procederemo anche a fare un esposto alla Procura della Repubblica su questi fatti.
La cosa che mi pare di maggiore impatto anche in prima battuta è il fatto che esiste una tabella che sintetizza tutti gli elementi nel raggio di un chilometro e si dice che in realtà non ci siano case di abitazione civile. Io abito a circa 600 metri da quell’azienda e conto vicino a me nel borgo vecchio di Venusio almeno una dozzina di famiglie con figli anche piccoli che sono nella stessa situazione.
Devo poi anche aggiungere che nel raggio di un chilometro ci sono nuove abitazioni residenziali ed anche una parte del borgo nuovo.
Non riesco pertanto a capire come è possibile che si possa arrivare ad una decisione del genere senza aver completato nemmeno una semplice verifica territoriale come questa che con i mezzi di oggi mi pare anche molto semplice da poter svolgere». Genchi aggiunge ancora senza accennare assolutamente a fermarsi: «trovo poi oltremodo grave che vi possa essere una conferenza di servizi che dia un’autorizzazione con parere favorevole di Regione, Provincia e Comune su una cosa del genere che può creare problemi a persone che si trovano nel raggio di un chilometro».
Magra la consolazione a cui arriva Genchi anche da ex consigliere comunale ricordando che «oramai a tutela dei territori sono rimasti solamente i cittadini e nessun altro.
Bisognerà nelle prossime settimane chiarire immediatamente quest’incongruenza ed arrivare a verificare nel dettaglio ciascuna delle prescrizioni Aia che sono contenuto in quel documento». In questi ultimi giorni la preoccupazione dei cittadini è cresciuta tanto che ieri mattina era stata paventata, e poi rinviata, una sorta di manifestazione di protesta nell’ottica di un avvio del progetto di utilizzo del petcoke da parte dell’azienda.
In una posizione diversa ma di sostanziale attesa anche a garanzia del proprio lavoro sono anche i 64 dipendenti della Valdadige in cassa integrazione straordinaria dal dicembre scorso per i prossimi dodici mesi e per i quali è stato chiesto a livello sindacale il massimo delle sicurezze rispetto all’approvazione e la realizzazione del progetto. «Prendendo atto dell’autorizzazione ma anche della necessità che ci siano tutti i quanti i via libera e i permessi necessari per poter procedere con il progetto messo in campo dall’azienda» dicono fonti sindacali. Anche in questo caso vi sarebbe grande attenzione nei diversi passaggi che verranno posti in essere.
La questione che si sta trascinando da non poco tempo visto che l’autorizzazione risale al 2010 sembra essere oramai arrivata ad un punto di svolta. Valdadige sembra pronta a partire con l’utilizzo del petcoke ma in realtà la preoccupazione dei residenti è al massimo.
«Case, famiglie e bambini ed un intero borgo sono preoccupati per questo tipo di iniziativa» conclude Mimmo Genchi.

A fine luglio 2010 i pareri favorevoli nel corso della conferenza di servizi
Questi alcuni passaggi dell’autorizzazione di agosto 2010 che dà il via libera al progetto di Valdadige da parte del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata che ha effettuato l’istruttoria sulla richiesta che era stata avanzata da parte dell’azienda..
«L’Azienda ha in progetto l’impiego del “pet-coke” sia nell’impasto che per uso combustibile.
Si ribadisce che durante lo scarico del pet-coke sarà attivo un impianto di aspirazione ed abbattimento delle polveri che si possono generare durante questa fase, che confluisce nel punto di emissione E5».
«Aggiungere una minima quantità di pet-coke nell’impasto permette di velocizzare il ciclo di cottura: la combustione di tale materiale all’interno del prodotto, infatti, consente a quest’ultimo di raggiungere più rapidamente ed efficacemente le temperature di cottura.
Quanto all’utilizzo come combustibile del coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 1% in massa, la ditta ritiene economicamente vantaggiosa tale possibilità.
E’ possibile utilizzare come combustibile il coke da petrolio con un contenuto in zolfo non superiore al 6% in massa  “negli impianti in cui durante il processo produttivo i composti dello zolfo siano fissati o combinati in percentuale non inferiore al 60% con il prodotto ottenuto”.
L’aggiunta nell’impasto di una minima percentuale di pet-coke, inoltre, non solo permette di velocizzare i tempi di cottura, ma anche di limitare le emissioni degli ossidi di zolfo.
Infine la posizione all’interno del forno di cottura dei bruciatori a metano a monte di quelli che utilizzano il combustibile solido (attualmente antracite, ma pet-coke nelle intenzioni della ditta) è, secondo il proponente, strategica perché consente di abbattere gli eventuali residui incombusti del combustibile solido».
Infine il dato sulla conferenza di servizi per acquisire i pareri sul progetto in questione si è svolta presso il Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità della Regione Basilicata.
Il 29 luglio 2010 hanno dato parere la Provincia di Matera – Ufficio Ambiente, che ha espresso parere favorevole, l’azienda Sanitaria di Matera che ha espresso parere favorevole, il  Comune di Matera del settore Urbanistica, che ha espresso parere favorevole e l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata (A.R.P.A.B.), che ha espresso parere favorevole, per le competenze in materia di monitoraggio ambientale».
mercoledì 29 gennaio 2014 09:15

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/722016/Combustione-petcoke--Borgo-Venusio-insorge.html


Valdadige brucia il petcoke
I sindacati chiedono lo stop

L'azienda avvia il progetto di autorizzazione regionale del 2010 per bruciare, seppur in maniera limitata il derivato del petrolio, ma i lavoratori insorgono: «Serve un monitoraggio anche all'interno, chiediamo una sospensione immediata». Preoccupazione tra i residenti del borgo Venusio
di PIERO QUARTO
Valdadige brucia il petcokeI sindacati chiedono lo stop
Il fumo che preoccupa i residenti di Venusio
Entra nel vivo il caso Valdadige. Da almeno 24 ore infatti l'azienda ha cominciato, pare in via parziale, a bruciare il cosiddetto petcoke secondo l'autorizzazione regionale Aia del 2010. Ma la polemica e la preoccupazione tra i residenti del vicino Borgo Venusio si è immediatamente sviluppata nel corso delle ultime ore. Congiuntamente questa mattina le organizzazioni sindacali nel corso di un sopralluogo a Valdadige hanno chiesto la sospensione dell'intervento: «L'azienda ha un'autorizzazione ambientale che attesta la validità del procedimento in sicurezza per l'esterno ma serve avviare un monitoraggio  preventivo all'interno ed una fase preparatoria che garantisca la salute dei lavoratori. Per questo abbiamo chiesto la sospensione da parte di Valdadige dell'intervento con il petcoke» hanno spiegato Valeriano De Licio e Franco Pantone che hanno avuto un primo confronto con l'azienda. Nelle prossime ore si capiranno le decisioni dell'azienda.


Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi

Sotto inchiesta il sindaco di Monselice e l'ex presidente del Parco Colli. Perché c'è stato un cambio di atteggiamento? I carabinieri evidenziano le anomalie ma la Procura chiede l’archiviazione. Il Comitato “E noi?” si oppone perché vuole che sia celebrato il processo

di Francesca Segato

MONSELICE. La Procura della Repubblica di Padova ha messo sotto inchiesta il sindaco Francesco Lunghi e la ex presidente del Parco Colli Euganei, Chiara Matteazzi, per la vicenda del revamping. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Federica Baccaglini ha tirato le somme di un’indagine durata due anni, con l’utilizzo anche di intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Indagine che ha visto impegnati i carabinieri della squadra di Polizia giudiziaria della Procura e quelli del Nucleo operativo ecologico di Venezia. I reati ipotizzati erano abuso d’ufficio, falso ideologico, falso materiale, corruzione per atto d’ufficio, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Il tutto nell’ambito del braccio di ferro politico-amministrativo per giungere al via libera al revamping di Italcementi.
La richiesta di archiviazione e i dubbi. Il sostituto procuratore Baccaglini il 20 dicembre scorso ha però chiesto l’archiviazione, ritenendo che gli elementi emersi, pur mostrando, in particolare per la Matteazzi, «comportamenti non del tutto chiari in rapporto alla qualifica pubblica dalla stessa ricoperta», non siano comunque tali da consentire di esercitare l’azione penale. Contro la richiesta di archiviazione ha presentato atto di opposizione il comitato “E Noi?”, presieduto da Silvia Mazzetto e rappresentato dall’avvocato Maria Pia Rizzo.
L’indagine. Di «gravi violazioni di legge» poste in essere da Comune di Monselice, Parco Colli, Provincia di Padova e Soprintendenza per i Beni Architettonici, per garantire l’approvazione del revamping, parlano i carabinieri del Noe di Venezia. Anche il Tar Veneto, con il provvedimento del 9 maggio 2012, chiedeva del resto di verificare se sussistessero gli estremi dell’abuso d’ufficio. Come sottolinea lo stesso pubblico ministero nella richiesta di archiviazione, i carabinieri del Noe «avevano già evidenziato… alcuni profili di antigiuridicità della condotta degli amministratori pubblici a vario titolo interessati e coinvolti nella vicenda, sottolineando come, ad un certo punto, vi fosse stato, non solo in seno al Comune di Monselice ma anche in capo all’Ente Parco Colli e alla Soprintendenza… un cambio di atteggiamento nei confronti del progetto di revamping».
sa
L’ipotesi di corruzione. Ancora i carabinieri sottolineavano come «tale “ripensamento” si affiancasse a situazioni di favore (compensi, incarichi…) elargiti a amministratori, dipendenti, a vario titolo operanti all’interno degli enti interessati, ciò che portava fondatamente a ritenere la sussistenza del reato di corruzione». Il pm riporta anche alcuni esempi delle risultanze emerse dalle indagini. Un caso è quello di Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca: «Da sempre contrario al progetto, aveva poi mutato opinione; risulta che abbia ricevuto il 21/10/2011, con determina 803 del Comune di Monselice, l’incarico per la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dell’importo di euro 430.000, dei quali 12.480 assegnati alla progettazione e quindi al raggruppamento di professionisti che li avrebbero realizzati, rappresentati dallo stesso Callegaro».
Ancora, i consiglieri dichiaratisi contrari al revamping «venivano di volta in volta sostituiti», mentre alcuni,Tiziano Montecchio Andrea Basso, «ricevuti degli incarichi fiduciari da parte del sindaco, si pronunciavano, rispettivamente a favore e astenuto». Il pm cita anche Gianni Mamprin, vicesindaco: «In contatto con le dirigenze aziendali delle cementerie, si rivolgeva alle stesse per richiedere e sollecitare sponsorizzazioni per le varie attività promosse dall’amministrazione comunale con le associazioni locali (feste Pro loco, manifestazioni della Giostra della Rocca…)». Fondi, sottolinea il pm, che il vicesindaco ha raccolto anche per concerti e manifestazioni: «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi».
Lunghi invece si era schierato apertamente dalla parte di Italcementi fin dai volantini elettorali. Mentre la Matteazzi si era discostata dal parere contrario della Commissione tecnica del Parco, dando il suo benestare al revamping. La stessa Matteazzi, ricorda il pm, oltre che dipendente del comune di Loreggia lo era anche del ministero dei Beni culturali, e quindi molto legata a Ugo Soragni, il Soprintendente che a sua volta diede il via libera al revamping (contro un primo parere istruttorio della Soprintendenza). Dalle intercettazioni telefoniche, la donna appare «molto attenta nell’uso del telefono tanto che sovente tace informazioni reputate sensibili rimandandole a incontri di persona». Incontri avvenuti con dirigenti di Italcementi come Edoardo Giudice andrea, il promotore del revamping. Un altro filone di indagine riguarda la nomina a capo ufficio tecnico di Monselice dell’ingegner Mario Raniolo: un concorso, secondo l’accusa, pilotato perché fosse proprio lui a occuparsi del revamping.
L'area del Revamping a Monselice.

ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4

LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?
La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita


Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente eTerritorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza,per inosservanza prescrizioni,  decreto693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con lapresente intende ribadire  quantodichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1°Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato,avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che laprocedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per Icementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delleautorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendoconto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine diraggiungere l’obiettivo di un elevato livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazionedelle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissionedella Unione Europea ed a  livellonazionale) atte a ridurre gli impattiambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, laprevisione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungereprestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissiviper le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tenganoconto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristicheambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescrittilimiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alleprestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità localisiano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettagliodi un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli entipreposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifichemodalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibiliindividuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanzapresentata, dalla  Italcementi datati3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta dellaConferenza dei  Servizi la Italcementifaceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo delpet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che laItalcementi aveva presentato  il3.11.2006

Preso atto che il 29agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il“Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS IngVincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autoritàcompetente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva pressol’impianto  congiuntamente con gli entiche hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente allacomunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine diverifica  la attuazione delleprescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a.è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia diprogetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinatoal rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dallecompetenti autorità intervenute  in sededi conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fannoparte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla datadi notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate leprescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili,dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere inconferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’aziendadi procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, allaconversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamentoalle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanzialemiglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimentodei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo).Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzareun sistema di abbattimento delle  polveriche garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livelloemissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviatocon Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimastoinevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi)di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con ildecreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale TerritorioAmbiente senza che risulti  realizzatoalcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predettaAutorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per ItalcementiS.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo perla salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche perl’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sonosolidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute deicittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo inordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previstidall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicataall’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa anotevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che ditale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appareforiera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agentiper i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadiniche risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessipubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbligal’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività dicontrollo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecitagli  Enti in indirizzo, per le competenzeche la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/orevocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termineprevisto dalla stessa  e/o per gli altrimotivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito diadeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggettodell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine


Per maggiori informazioni sitrovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:






ITALCEMENTIISOLA DELLE FEMMINE Interrogazione a 


risposta scritta 4-03034 MANNINO Claudia21 dicembre 2013, 


seduta n. 143





Camera,interrogazione a risposta scritta   di Claudia MANNINO(M5S)
il decreto legislativo30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzionispettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela dellasalute nei luoghi...

                    presentato il: 21/12/2013
                     
Atto Camera  

   

 Interrogazionea risposta scritta 4-03034 presentato da MANNINO Claudia testo di Sabato 21dicembre 2013, seduta n. 143  


 MANNINO.— Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:   


il decretolegislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute lefunzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, ditutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza deglialimenti;   

 lostesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge lefunzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anchesotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delleattività sanitarie regionali;   

 aseguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isoladelle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti diproduzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;   

 aseguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell'impiantoha presentato, in data 3 novembre 2006, un'istanza per ottenerel'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto diconversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);   

 nelcorso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto ilrilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente perl'impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibiliutilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per larealizzazione del progetto di conversione tecnologica dell'impianto, dopo averacquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per larealizzazione delle opere previste nello stesso progetto;   


 condecreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è statarilasciata alla società italcementi SpA l'autorizzazione integrata ambientaleper l'impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune diIsola delle Femmine, che consente l'impiego del coke di petrolio tra icombustibili autorizzati;   


 l'articolo6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo saràsubordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale glienti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare lecondizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dellostesso decreto n. 693 del 2008;   

 l'articolo7 del decreto n. 683 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e leprescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuticome materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologicadell'impianto, all'uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamentodei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo chel'efficacia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata alrispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competentiautorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dallanotifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relativeall'applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dairappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizidecisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;   

 trale prescrizioni relative all'impianto, fissate dal Decreto 683/2009,all'articolo 7, è stato inserito l'obbligo, per il gestore, di procedere –entro 24 mesi dal rilascio dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica(il cosiddetto revamping) dell'impianto con il completo allineamento dellemigliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al finedi ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri,ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 adistanza di più di 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione integrataambientale, la conversione tecnologica dell'impianto, prescritta dall'articolo7 del decreto n. 683 del 2009, non è stata realizzata;   

 nonrisulta che l'amministrazione competente al rilascio dell'AIA abbia effettuatoalcun controllo in ordine all'effettivo adempimento, da parte del soggettogestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 683 del2009, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicataall'amministrazione regionale e all'autorità giudiziaria una situazione diemergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumoprovenienti dalla cementeria;   

 nelcomune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, adoperare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza letecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioniinquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 lamancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilasciodell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quellaconcernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – noncostituisca una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessacollocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:  

 qualielementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;   
 seintenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità cheabitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse alfunzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034) 


PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IAITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DELLUGLIO 2008 






L’avv. Fantigrossi presenta il ricorso al TAR contro la Cementirossi




 

Inquinamento dell’aria: Genitori Antismog e Legambiente a fianco dei cittadini nel ricorso al TAR contro Cementirossi

LEGAMBIENTE, insieme all’associazione GENITORI ANTISMOG DI MILANO, a fianco dei cittadini nel ricorso al TAR contro Cementirossi di Piacenza Troppe fonti emissive  necessario ridurre le emissioni in città ed un piano di miglioramento

Legambiente si è schierata a fianco dei cittadini di Piacenza nel ricorso presentato al TAR di Parma, contro la recente modifica all’autorizzazione integrata ambientale al cementificio Cementirossi di Piacenza, rilasciata dalla Provincia. Lo ha fatto congiuntamente all’associazione Genitori Antismog di Milano, assistiti dallo studio dell’avv. Umberto Fantigrossi
La delibera provinciale che ha approvato la richiesta di Cementirossi di aumento dei rifiuti da bruciare come combustibile, determina una modifica sostanziale dell’autorizzazione ma senza portare quei miglioramenti nella situazione delle emissioni inquinanti che invece sarebbero assolutamente richiesti dal livello di inquinamento della Pianura Padana e dai vari piani di qualità dell’aria.
Un processo di miglioramento della situazione emissiva a Piacenza risulta fondamentale,viste le varie fonti di emissioni industriali presenti , che vedono una concentrazione elevatissima di impianti inquinanti, dalla centrale di produzione elettrica della Edison, all’inceneritore, ma di questo argomento nella delibera non c’è traccia.
Inoltre la richiesta della Cementirossi prevede l’aumento della quota di rifiuti bruciati, nel momento stesso in cui è in corso la richiesta di modifica sostanziale dell’autorizzazione del forno inceneritore di Tecnoborgo, che di fatto sancisce il prolungamento della vita utile dell’impianto. Si verrebbe quindi a creare una situazione in cui una provincia che vede diminuire i propri rifiuti da smaltire grazie alla raccolta differenziata e alla contrazione della produzione di RSU, di fatto vede crescere nel tempo il proprio potenziale di incenerimento. Il tutto con un beneficio economico per IREN e Cementirossi, ma nessun miglioramento sulla qualità dell’aria per i Piacentini.
Insomma un quadro che non vede possibilità di miglioramento, che si somma all’inquinamento da traffico comune a tutte le città emiliane, che determina ogni inverno una vera emergenza sanitaria.
In questo contesto da alcuni mesi si è costituito un comitato di cittadini che si è dato l’obiettivo di impegnarsi per ridurre l’inquinamento atmosferico in città.
E proprio alla luce di questo obiettivo è stato deciso di impugnare l’autorizzazione della Provincia, che di fatto sancisce i mantenimento dello status attuale nel quadro emissivo.
Legambiente, assieme all’associazione Genitori Antismog di Milano, si è schierata quindi a fianco dei cittadini  per dare più forza a questa richiesta che nasce dal basso.
E’ evidente che la Cementirossi è un impianto che da lavoro ad un numero importante di persone. Non è però possibile ignorare la situazione ambientale e sanitaria della città e sarebbe compito delle istituzioni prevedere veri percorsi di miglioramento che prevedono la diminuzione delle emissioni, la delocalizzazione degli impianti fuori città e la progressiva dismissione dell’inceneritore.
“Siamo contenti di essere a fianco di questo movimento spontaneo di cittadini che ha deciso di battersi per migliorare la qualità dell’aria di Piacenza” dice Lorenzo Frattini Presidente di Legambiente Emilia Romagna “E’ ora che l’emergenza smog venga affrontato in modo deciso dalle istituzioni   e smetta di essere considerato semplicemente un problema con cui convivere. Questo quello che vogliamo rimarcare con la scelta di questo ricorso”
Legambiente Nazionale ed  Emilia Romagna

A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA', GULLO, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI, interlandi, RAFFINERIE, Sansone, Tolomei, zuccarello,MONSELICE,REVAMPING RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI

 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”.


Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: È di nuovo allarme alga tossica: È di nuovo allarme alga tossica . OSTREOPSIS OVATA     ECCO PUNTUALE COME OGNI ESTATE CON LA MUNNEZZA CHE RICOPRE LE NOSTRE STRADE...


Italcementi. Le reazioni all'audizione all'Ars.-- TRC -- Tele Radio Canicattì


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LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI angela bianchetti anza’ barbaro d’angelo elettrodotto enel erin brockovich gianluca rossellini giusy pollino gullo induzione magnetica interlandi italcementi luigi maximilian caligiuri pace del mela parmaliana sacelit sansone tolomeo zuccarello BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA

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6 maggio 2014

ASSESSORE AMBIENTE SICILIA LO BELLO E DR CAPILLI COAUTORE PIANO IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE ARS DEL 26 09 2013 DICHIARANO: IL PIANO ARIA SICILIA E' COPIATO

ASSESSORE AMBIENTE SICILIA LO BELLO E DR CAPILLI COAUTORE PIANO IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE ARS DEL 26 09 2013 DICHIARANO: IL PIANO ARIA SICILIA E' COPIATO 
ma allora il piano copiato non è uno pseudo piano come dichiarato da Lo Bello e Capilli, ma il vero piano secondo Anzà (basta leggere gli obiettivi): e viri chi manci

 PIANO ARIA COPIATO INTERROGAZIONE CLAUDIA MANNINO 4 02066 3 OTT 2013





 PROCEDIMENTO 9916 2011 CTU D'AGOSTINO LOMBARDO CALIFFI CIRINCIONE RELAZIONE FINALE


AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA 



 ANZA' SALVATORE LIVESICILIA COPIA INCOLLA CONDANNATI PISTORIO & CASTELLUCCI

Come sempre succede in questi ultimianni in Sicilia quando si presentano delle EMERGENZE  ambientali il movimento dei Cittadini denuncia l’ASSENZA di UN PIANO DELL’ARIA REGIONALE  in realtà un PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELADELLA QUALITA’ DELL’ARIA  è stato approvato  GAB/176 DEL 9 AGOSTO 2007 (approvato e mai adottato per inefficacia)
che porta la firma dell’AssessoreRosanna Interlandi Presidente della Regione Raffaele Lombardo .

Un piano dell’aria che come dimostratoNON POTRA’ mai avere una sua efficace applicazione in quanto, il PIANO approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia) risultaessere il frutto della maggior parte di un COLLAGE di capitoli, paragrafi ……..integralmente trascritti da pubblicazioni di altre Enti e  di Amministrazioni quali per esempio laRegione del Veneto.
Il risultato che ne è scaturito nellaredazione del PIANO  REGIONALE DICOORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA  
UN POUT-POURRI di dati siciliani esoluzioni Venete.

Infatti il Piano   di Tutela Aria Sicilia risulta essereCOPIATO per una PERCENTUALE del 47,26%  dal Piano Regionale di Tutela e Risanamentodell’Atmosfera della Regione Veneto, significa : per ogni 10 righe del PIANO5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal Veneto- ogni 1,13 riga “sicula” ce n’è1 “veneta”. La percentuale del 47,26%   saleal 90,00%   con lecopiature dalle altre 27 fonti. Vale a dire che per ogni 10 righe del Piano, 1è “sicula” e 9 sono il frutto del collage “veneto ed altre fonti”

Inoltre tra gli  innumerevoli motivi di inefficacia del PianoTutela Aria regione Sicilia, la “dimenticanza” di TUTTI gli impiantiindustriali della Regione Sicilia: I Petrolchimici, le CentraliTermoelettriche, I cementifici, la Distilleria Bertolino e non da ultimo non vengono citati TUTTI gli impianti diminore dimensione ed impatto sulla qualità dell’aria.

Interrogazioni   interpellanze mozioni sono state presentatesin dal 2007 al Parlamento Europeo, al Parlamento Nazionale all’AssembleaRegionale per richiedere :L’immediato ritiro del Piano Aria approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia)

Richiesta di ritiro del Piano è stataavanzata nell’audizione delle Associazioni Ambientaliste alla  Commissione Ambiente Territorio Ambientedella Regione Sicilia  del 26  settembre 2013  che vedeva la partecipazione dell’AssessoreMariella Lo Bello e del Dottor Capilli uno degli autori del Piano Ariaapprovato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia)
Le dichiarazionidell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura diparti del Piano siciliano.
In particolare :l’Assessore Lo Bello Mariella dichiarava: “

IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013

 


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Palermo BRUNO GIOVANNI ENEA VINCENZO BRUNO FRANCESCO AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERAANZA' BARBARO Cammarata CAPILLI CENTONOVE Cirincione CUSPIDICI CUTAIA Daniele De Joannon GENCHI interlandi LICATA lombardo PARMALIANA PELLERITO PIANO ARIA SICILIA Sansone TOLOMEO ZANONI INTERROGAZIONI ITALCEMENTI EMISSIONI NEOPLASIE BRONCHI TUMORI PM2 5.PM10 BENZO(A)PIRENE GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO PIANO ARIA SICILIA SORBELLO COPIA E INCOLLA ANGELA BIANCHETTI ANZA’ BARBARO D’ANGELO ELETTRODOTTO ENEL ERIN BROCKOVICH GIANLUCA ROSSELLINI GIUSY POLLINO GULLO INDUZIONE MAGNETICA INTERLANDI ITALCEMENTI LUIGI MAXIMILIAN CALIGIURI PACE DEL MELA PARMALIANA GELA BAMBINI MALFORMATI NEOPLASIE TUMORI ADDIO PIZZO ALTAVILLAMILIA SERGIO FLAMIA BBPsnc bruno CANCELLERI COMUNE SCIOLTO PER MAFIA COPACABANA CUTINO ISOLA DELLE FEMMINE MARONIU Palazzotto PARISI PIETRO LIGA PORTOBELLO VINCENZO GENNARO sacelit sansone tolomeo zuccarello ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALazzotto POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO ROMEO NICOLO' SBEGLIA TROIA ANTONINO TROIA ANTONINO VIA CRACOLICI 7 CAPACI SICULA INDUSTRIALE AVICOLA BATTAGLIA GIOVANNI PUCCIO ANTONIO ENZO CIPOLLA LORENZA MASTROGIOVANNI MICHEL BUFO ANGELO CHIARELLO MARIA MADDALENA D'ANGELO GIOVANNI NAF EDIL IMGECO SENSALE GIUSEEPPE FALCONE.MORVILLO ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CALABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI angela bianchetti anza’ barbaro d’angelo elettrodotto enel erin brockovich gianluca rossellini giusy pollino gullo induzione magnetica interlandi italcementi luigi maximilian caligiuri pace del mela parmaliana sacelit sansone tolomeo zuccarello BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA

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6 maggio 2014

AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA


ASSESSORE AMBIENTE SICILIA LO BELLO E DR CAPILLI COAUTORE PIANO IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE ARS DEL 26 09 2013 DICHIARANO: IL PIANO ARIA SICILIA E' COPIATO

Al nostro Blog èpervenuta una email con allegato    la registrazione audio  della audizione  della CommissioneAmbiente della Regione Sicilia  tenutasiil  26 settembre 2013, con la richiestadi pubblicazione 


AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA


  
AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA



Audizione sulle problematiche inerenti il passaggio a livello di via Paestum e ilsistema ferroviario presso il  comune  di Ragusa.
Commissione QUARTA - Ambiente e Territorio 26 settembre 2013
   La seduta inizia alle ore 11.00.

Il PRESIDENTE dichiara aperta la seduta e riferisce che sul tema relativo al piano regionale di risanamento della qualità dell’ariasono state intraprese numerose attività e auspica che si raggiungano dei risultati, vista la presenza dell’Assessore per il territorio e per l’ambiente.

L’onorevole CIRONE ricorda gli atti ispettivi che ha presentato e la risoluzione approvata in Commissione. Dichiara che si tratta di un tema molto delicato che coinvolge interessi sensibili, quale la salute.

Rammenta dell’incontro che la Commissione ha tenuto presso il comune di Melilli e la grave situazione che interessala popolazione della provincia di Siracusa, che attendono risposte concrete e risolutive avverso i fattori inquinanti causati dall’industrializzazione.

L’onorevole SORBELLO, in relazione alla zona di Siracusa, considera prioritari due obiettivi: da una parte la necessitàdella rivisitazione dell’autorizzazione integrata ambientale e dall’altra la opportunità di programmare una nuova collocazione delle centraline, in grado di monitorare costantemente gli agenti inquinanti.

Nonostante consideri apprezzabile l’attività svolta da parte della Provincia di Siracusa e dall’ARPA, allo stato attuale, un’area di 10 chilometri è interessata da emissioni di sostanze altamente pericolose provenienti dalle industrieche sono ivi insediate.

Il dott. LICATA di BAUCINA, dirigente generale ARPA Sicilia, rinvia alle dichiarazione già espresse nella seduta n. 56 dell’11 luglio scorso circa il piano regionale di risanamento della qualità dell’aria, ricordando che l’ARPA ha stipulato con l’assessorato del territorio un protocollo per fornire i dati utili per l’adeguamento del piano al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Sulla problematica riguardante la zona di Siracusa comunica che ha trasmesso al Ministero dell’ambiente una nota con la quale viene chiesta una rivisitazione dell’AIA nella zona de qua.Tuttavia, non essendo organo competente ad inoltrare tale istanza è stata trasmessa all’assessorato del territorio affinchè provvedano.

Il sig. GENCHI, CGIL, osserva che sei anni fa Legambiente denunciava che il piano regionale sulla qualità dell’aria era il prodotto di un copiato dal piano della Regione Veneto. Nonostante una particolare attenzione mediatica, non è susseguito alcun intervento. Infatti, il piano contiene dei riferimenti che non risultano compatibili con il territorio siciliano,anzi, vi sono rinvii a territori pianeggianti e percorsi che appartengono alla realtà veneta. E sebbene sia stata chiesta più volte la revoca del piano, ancora oggi sul sito dell’assessorato del territorio si trova pubblicato il suddetto piano con delle lievi modifiche. Sullearee ad elevato rischio ambientale, come Siracusa, erano state stanziate ingenti somme per il risanamento dell’aria, di cui non si è visto alcun beneficio. Stigmatizza, inoltre, i contenuti della recente AIA sul petrolchimico di Siracusa, che opera dei rinvii in un’ottica di prospettive future.

La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, esprime compiacimento per le iniziative intraprese sull’argomento in merito al quale ha dato risposta alle interrogazioni presentate.

Ammette che il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di un piano di altre regioni, ma assicura che i dati ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di decreti assessoriali.
Sostiene che il ritiro del piano comporterebbe una lacuna e che, pertanto, sarebbe più opportuno procedere ad un aggiornamento dello stesso. Informa che ha avviato dei tavoli su tale tema, affinchè la Regione si adegui alle direttive del decreto legislativo n. 155 del 2010. Assicura che un’attenzione particolare è dedicata all’aria di Siracusa. A tal proposito informa di un prossimo incontro presso il Ministero dell’ambiente sulla rivisitazione dell’AIA di cui ha parlato il dott. LICATA di BAUCINA e sulla rete di monitoraggio dati che deve essere attivata nella Regione. Deposita una relazione redatta dai propri ufficisull’argomento datata il 22 marzo scorso.
L’onorevole SORBELLO chiede che prima di procedere alla rivisitazione dell’AIA vengano coinvolti gli enti locali della zona interessata.

Il dott. CAPILLI (uno dei redattori del Piano n.d.a.), dirigente dell’Assessorato delterritorio e dell’ambiente, riconosce che il piano sia stato copiato da altre regioni, ma è operativo da sei anni ed ha prodotto anche effetti, contenuti in alcuni decreti assessoriali.

Il sig. CIAMPOLILLO, Comitato Cittadino Isola Pulita,rappresenta che il piano attualmente ancora vigente non contiene alcun riferimento alle zone interessate da cementifici. Chiede come l’Italcementi presso Isola delle Femmine abbiaottenuto l’AIA se tali zone non risultano presenti nel piano.

Il PRESIDENTE chiede chiarimenti in merito al rilascio dell’AIA al citato cementificio, senza il presupposto, ovvero la previsione all’interno del piano regionale

Il dott. CAPILLI riconosce che il piano non contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario regionale delle emissioni.

La dott.ssa NICOTRA, esperta in materia ambientale, elenca una serie di sostanze inquinanti che risultano presenti in tutta la zona di Siracusa. Riferisce che le sostanze rilevate sonoaltamente pericolose per la salute umana e il decreto legislativo n. 155 non le elenca tutte. Pertanto, propone che la Regione si faccia carico di aggiungere all’elenco nazionale tali sostanze mediante un atto proprio. Tra queste ricorda le emissioni di PM10 provenienti dalle torce del petrolchimico che sono continuamente accese e le emissioni provenienti dai camini. Dichiara, inoltre, che nella zona sono presenti inceneritori i cuicontrolli sono deferiti alle stesse società titolari dell’impianto. Ritiene che i controlli debbano essere compiuti da unorgano esterno, quale potrebbe essere l’ARPA.

Il PRESIDENTE condivide la proposta di adottare un atto regionale, trattandosi di materia che operando in via restrittiva nel rispetto dell’ambiente e della salute rientra tra le competenze regionali.

L’onorevole CIRONE ritiene che la soluzione sia da individuare nell’adozione di un decreto assessoriale riferiscedi un lavoro di monitoraggio di sostanze non soggette a controllo da parte della prefettura.

Il sig. GENCHI rappresenta le anomalie delle torce che sono sempre accese, sostenendo che servono non come segnale di mal funzionamento, bensì per bruciare alcune sostanze. Avverte sulla necessità di intervenire a disciplinare le bolle di raffineria, su cui riferisce di avere redatto nel 2006, quando prestava servizio presso l’assessorato del territorio, una relazione che contiene proposte normative sulla materia.

Il sig. LA ROSA, CGIL, suggerisce all’Assessore di avviare una consultazione con i rappresentanti di tutte le categorie prima di redigere un nuovo piano sulla qualità dell’aria. E aggiunge che tale piano deve essere coordinato con gli altri pianiregionali, quale ad esempio quello dell’energia.

Il Prof. LOMBARDO, Università di Palermo, contesta le modalità di redazione del piano, non essendo sufficiente inserire dei dati di una regione in un contesto di un’altra regione.

Il PRESIDENTE condivide il suggerimento di creare una rete di coordinamento tra tutti i piani regionali.

L’Assessore LO BELLO chiarisce che gli effetti citati che il piano ha finora prodotto sono effetti relativi all’organizzazione amministrativa. Ritiene meritorio il contributo che la Commissione sta offrendo con la seduta odierna. Si impegna ad organizzare un incontro con le parti presenti successivo al confronto con gli organi ministeriali.

Il sig. CIAMPOLILLO ribadisce l’opportunità di revocare il piano attualmente pubblicato sul sito dell’assessorato. Il PRESIDENTE dichiara concluso il primo punto all'ordine del giorno e passa al secondo punto.
 
Sig.ra LO BELLO Maria, assessore regionale per il territorio e l'ambiente
Dott. BARTOLOTTA Antonino, assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità
Dott. GULLO Gaetano, dirigente generale dipartimento regionale ambiente
Dott. ARNONE Giovanni, dirigente generale dipartimento regionale
infrastrutture, mobilità e trasporti
Dott. LICATA di BAUCINA Francesco, dirigente generale ARPA Sicilia
Dott. PICCITTO Federico, sindaco del comune di Ragusa
Ing. CUCINOTTA Andrea, direttore generale responsabile per la Sicilia di RFI
Prof. LOMBARDO Alberto, Università di Palermo
Dott. FONTANA Domenico, Legambiente Sicilia
Sig. LA ROSA Alfio, CGIL
Sig. GENCHI Gioacchino, CGIL
Sig. JANNI Leandro, Italia Nostra
Sig. PALMIERI Angelo, WWF
Prof. SOLARINO Luigi, Decontaminazione Sicilia
Sig. CASELLA Mario, Decontaminazione Sicilia
Sig.a BIANCO Asessandra, AugustAmbiente
Sig. CIAMPOLILLO Giuseppe, Comitato Cittadino Isola Pulita
Sig. GURRIERI Giuseppe, CUB trasporti provinciale
Sig. RAGUSA Salvatore, CUB trasporti provinciale
Sig. PATRIARCA Andrea, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. COSTA Giuseppe, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. FIRRINCIELI Sergio, comitato NO MURO

  
 

Ambiente, verso un nuovo piano della qualità dell’aria

settembre 27, 2013 • 1 Comments

PALERMO – Il governo regionale sta lavorando ad un nuovo Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria. Lo ha detto ieri, 26 settembre, in Commissione all’Ars, l’assessore al ramo che ha anche accolto la richiesta di associazioni e della di “rendere più cogenti” i controlli sull’inquinamento dell’aria in Sicilia.

«Lo faremo attraverso un testo di legge anzi, se possibile, con decreto assessoriale», ha detto Lo Bello.
Al centro delle preoccupazioni della Commissione, Cgil e associazioni ambientaliste, situazioni come quella dell’area industriale di Siracusa con 10 km di impianti industriali e alcuni inquinanti che, dice Trizzino “non sono neppure contemplati nei decreti legislativi nazionali che regolano la materia. E’ per questo che abbiamo chiesto un intervento legislativo aggiuntivo che migliori e perfezioni la lotta all’inquinamento dell’aria sull’isola”. Sotto i riflettori anche l’operato dell’Arpa.

«Ci sono situazioni paradossali– dice il presidente della Commissione, – A Gela, ad esempio, dove sono presenti 48 camini industriali, per i controlli c’è un solo tecnico dell’Agenzia».

Un capitolo spinoso, quello dell’inquinamento dell’aria in Sicilia.

Non solo per lo scandalo del Piano regionale di risanamento finito nel mirino anche della Procura perché si scoprì – era il 2007, l’assessore era allora Rosanna Inerlandi e il dirigente responsabile, Salvatore Anzà –che il piano era un “copia incolla” di quello del Veneto, ma perché dopo il Piano di risanamento e soprattutto con norme più stringenti rispetto alle emissioni inquinanti, molte aziende potrebbero essere chiamate a un adeguamento degli impianti.

Ma quali sono i tempi del nuovo Piano regionale?

«Lo Bello – dice Trizzino –ha riferito alla Commissione che la programmazione generale è già all’esame del Ministero. E che, una volta avuto l’ok da Roma, il governo riunirà il Tavolo tecnico per stilare il Piano definitivo”.

Di fatto dal 2007 ad oggi, da quando cioé Legambiente svelò in una conferenza stampa che il Piano della Regione siciliana altro non era che la fotocopia di quello della Regione Veneto (risalente al 2000 e, bocciato dalla Commissione Europea), l’isola è rimasta senza un vero strumento di programmazione e pianificazione per il risanamento dell’aria. Per questo, lo scorso aprile i deputati del M5S avevano presentato all’Ars una interpellanza al presidente della Regione, Rosario Crocetta.

E il Gup di Palermo rinviato a giudizio, ad aprile, i presidenti Cuffaro e Lombardo insieme ai rispettivi assessori all’Ambiente. A scandalizzare l’opinione pubblica del Piano fotocopia fu il fatto che tra le parti copiate ce n’erano alcune ch generavano, come si legge nell’interpellanza dei Cinque Stelle “inedite comunanze climatiche tra il Veneto e la Sicilia: tipo il sistema aerologico padano della Regione Sicilia o la limitazione dell’utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima».
http://www.ilmattinodisicilia.it/ambiente-verso-nuovo-piano-della-qualita-dellaria/#sthash.bAme1uee.dpuf

IN SICILIA DAL 9 AGOSTO DELL’ANNO 2007 NON SI RESPIRA LA STESSA ARIA

Il “rigido clima della Sicilia” ci ha reso più Europei, Oltre al Bacino aerologico Padano” in Sicilia abbiamo le “piste ciclabili lungo l’argine dei fiumi e dei canali” presenti nei centri storici dei comuni siciliani

Dal 9 AGOSTO 2007 sembra che in Sicilia sia mutato anche l'assetto autonomistico, dato che anche il Parlamento, l’Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale, come quello del Veneto”

Sono tornate le comunità montane, l'intero territorio è diventato pianeggiante sono nati il Sistema Ferroviario Metropolitano regionale (SFMR), il Comitato di indirizzo e Sorveglianza (CIS), i Tavoli Tecnici Zonali (TTZ), il bollettino dei Centri Operativi Provinciali (COP), ma, di contro, non c'è traccia dei 3 poli petrolchimici, delle centrali termoelettriche, dei cementifici e della distilleria più grande d'Europa; la Gazzetta Ufficiale Siciliana si chiama GUN e non GURS e tra i progetti previsti ne figura uno persino della Regione Lombardia approvato con Decreto della Giunta lombarda e corredato da varie Delibere della medesima Giunta; talune Direttive comunitarie e normative nazionali sono citate in via di emanazione o vigenti, nonostante siano intervenuti l'emanazione, il recepimento e in qualche caso l'abrogazione.Per ogni eventuale dubbio esplicativo o interpretativo, a pag 26, cap 1,§ 1.6, sub § 1.6.1., era indicato il link http://servizi regionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, salvo scoprire che non si era indirizzati ad un documento siciliano, ma direttamente al cap 4 del Piano della Regione Veneto.Risultato:un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni venete.

INDIVIDUATE LE FONTI DA CUI SONO STATE LETTERALMENTETRATTE PAGINE INTERE DEL “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007

Complessivamente il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007:

Le 241 pagine risultano tratte dalle 323 pagine, o da porzioni di esse, tratte da 27 FONTI presenti anche in rete (N.B.: alcuni siti originari hanno subito cambiamenti negli anni, ma le pagine oggetto della copiatura sono state salvate)

Il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” è stato COPIATO da:
  • COPIATE dal “Piano Regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera”D.G.R. 902 del 4 Aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131
  • COPIATE dal "Piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera" DGR 902 del 4 aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131
  • COPIATE da Programma Pluriennale regionale attuativoregolamento CEE 2080 biennio 98/99 pagine n 6
  • COPIATE da Il Turismo in Sicilia pagine n 1
  • COPIATE da Relazione Stato dell’Ambiente Agenda 21 ComunePalermo pagine 7
  • COPIATE da Annuario ARPA 2005 pagine n 18
  • COPIATE da Annuario ARPA 2004 pagine n 49
  • COPIATE da Provincia Torino Ambiente Inquinamento Biossido di Azoto Zolfo pagine n 3
  • COPIATE da Annuario ARPA 2006 pagine n 18
  • COPIATE da AMIA Palermo realzione 1997 1998 pagine n 4
  • COPIATE da AMIA PA III Relazione pagine n 7
  • COPIATE da Carta Climatica e Atlante Climatologico dellaSicilia pagine n 15
  • COPIATE da Università Ferrara Tesi di Laurea“L’Ambiente Naturale” pagine n 1
  • COPIATE da Enea 1999 pagine n 4
  • COPIATE da I Processi di desertificazione pagine n 1
  • COPIATE da Istituto Veneto Tesi di Laurea pagine n 2
  • COPIATE da Piano Provinciale Tutela Qualità aria Prov AutonomaTrento pagine n 1
  • COPIATE da AMIA V Relazione pagine n 9
  • COPIATE da APAT Biomonitoraggio 2005 pagine n 2
  • COPIATE da Linee Guida Comprensorio del Mela pagine n 3
  • COPIATE da ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pagine n 15
  • COPIATE da AMIA 3-4-5- Relazione pagine n 1
  • COPIATE da D.M. 261/02Normativa pagine n 4
  • COPIATE da Genchi Cammarata pagine n 11
  • COPIATE da Piano Direttore Assessorato Turismo Trasporti Sicilia pagine n 3
A cura del Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine
  
http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/

PIANO REGIONE SICILIA DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE ADOTTATO CON D.A. N 176/GAB DEL 9 AGOSTO 2007

Il Piano oltre a rappresentare un collage di capitoli, paragrafi ….. integralmente trascritti da pubblicazioni di altri Enti ed Amministrazioni, riproduce delle “inverosimili” SIMILITUDINI SOMIGLIANZE COPIATURE REFUSI ERRORI …….con l’omologo piano:

IL “PIANO DELLA REGIONE VENETO PER LA TUTELA E IL RISANAMENTO DELL’ARIA” (delibera 452 15 febbraio 2000) ADOTTATO CON DELIBERAZIONE N 57 DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO L’11.11.2004 che nell’APRILE 2006 LA COMMISSIONE AUROPEA BOCCIA

La distribuzione delle pagine del Piano Aria Regione Sicilia Copiato con ilrelativo numero di pagine oltre al Piano Veneto dalle oltre 20 fonti da cui si è “ricopiato”

Capitolo 1:
11 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto 16 Pagine. Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 16 (riportate nel fascicolo da pagina 8 a pagina 16 e da pag 22 a pagina 28) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 8

Capitolo 2:
34 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 15 (riportate nel fascicolo pagine 5-6-8-10-16-17-18-21-43-53 e da pag 55 a pagina 59) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19

Capitolo 3:
30 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 10 (riportate nel fascicolo pagine 4-6-9-12-38 e da pag 46 a pag 9 e pag 56) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19

Capitolo 4-5-6-7-8-9-10-bibliografia glossario:
36 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 27 (riportate nel fascicolo da pag 24 a pag 36 da pag 40 a pag 43 pagine 46 e 47- pagine 51-56-57-58 e da pagina 63 a pagina 66) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiateoltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 24

RIEPILOGO DEL NUMERO DI PAGINE COPIATE:

131 paginedel Piano Aria Venetoricopiate nel Piano Aria Regione Sicilia composto di 241 pagine Pagine intere copiate dal Piano Veneto in N° 68 Pagine INTERE del Piano Sicilia interamentecopiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 70
 
COMMISSIONE AMBIENTE REGIONE SICILIA AUDIZIONE PER RIMOZIONE DAL SITO


 
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Palermo BRUNO GIOVANNI ENEA VINCENZO BRUNO FRANCESCO AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERAANZA' BARBARO Cammarata CAPILLI CENTONOVE Cirincione CUSPIDICI CUTAIA Daniele De Joannon GENCHI interlandi LICATA lombardo PARMALIANA PELLERITO PIANO ARIA SICILIA Sansone TOLOMEO ZANONI INTERROGAZIONI ITALCEMENTI EMISSIONI NEOPLASIE BRONCHI TUMORI PM2 5.PM10 BENZO(A)PIRENE GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO GENCHI TUMORI GELA RAFFINERIE ITALCEMENTI CAMMARATA CIAMPOLILLO CEMENTIFICI ANZA’ TOLOMEO CIRINCIONE TRIZZINO LOMBARDO ANGELA BIANCHETTI CAPILLI ANZA’.SANSONE LOBELLO PIANO ARIA SICILIA SORBELLO COPIA E INCOLLA ANGELA BIANCHETTI ANZA’ BARBARO D’ANGELO ELETTRODOTTO ENEL ERIN BROCKOVICH GIANLUCA ROSSELLINI GIUSY POLLINO GULLO INDUZIONE MAGNETICA INTERLANDI ITALCEMENTI LUIGI MAXIMILIAN CALIGIURI PACE DEL MELA PARMALIANA GELA BAMBINI MALFORMATI NEOPLASIE TUMORI ADDIO PIZZO ALTAVILLAMILIA SERGIO FLAMIA BBPsnc bruno CANCELLERI COMUNE SCIOLTO PER MAFIA COPACABANA CUTINO ISOLA DELLE FEMMINE MARONIU Palazzotto PARISI PIETRO LIGA PORTOBELLO VINCENZO GENNARO sacelit sansone tolomeo zuccarello ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALazzotto POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO ROMEO NICOLO' SBEGLIA TROIA ANTONINO TROIA ANTONINO VIA CRACOLICI 7 CAPACI SICULA INDUSTRIALE AVICOLA BATTAGLIA GIOVANNI PUCCIO ANTONIO ENZO CIPOLLA LORENZA MASTROGIOVANNI MICHEL BUFO ANGELO CHIARELLO MARIA MADDALENA D'ANGELO GIOVANNI NAF EDIL IMGECO SENSALE GIUSEEPPE FALCONE.MORVILLO ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CALABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI angela bianchetti anza’ barbaro d’angelo elettrodotto enel erin brockovich gianluca rossellini giusy pollino gullo induzione magnetica interlandi italcementi luigi maximilian caligiuri pace del mela parmaliana sacelit sansone tolomeo zuccarello BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI ANZA’ TOLOMEO BARBARO PARMALIANA SANSONE GULLO INTERLANDI ITALCEMENTI ZUCCARELLO D’ANGELO ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI ARSENICO NICHEL CADMIO MERCURIO OZONO I.PA. Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA ANGELA BIANCHETTI ELETTRODOTTO ENEL Erin Brockovich Gianluca Rossellini Giusy Pollino induzione magnetica ITALCEMENTI Luigi Maximilian Caligiuri PACE DEL MELA SACELIT TRALICCI TUMORI BRUNO CUTINO ENEA ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 BODY CENTER ISOLA DELLE FEMMINE LUCIDO MARIA STELLA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO MAFIA PALAZZOTTO POMIERO PORTOBELLO RISO UFFICIO TECNICO COMUNALE VOTO DI SCAMBIO AIELLO MARIA AIELLO PAOLO BATTAGLIA ROSALIA CARDINALE CUTINO MARCELLO GIUCASTRO GUTTADAURO LUCIDO SALVATORE BOLOGNA PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO PROCESSO RUBY SILVIO BERLUSCONI RUBY GIULIA TURRI NICOLE MINETTI GIUSEPPE PINELLI GRAZIA RANDAZZO MARIA ROSARIA ROSSI LICIA RONZULLI DANILO MARIANI MARIANO APICELLA DANIELA SANTANCHÉ ISOLA DELLE FEMMINE SESSO MINORENNI BERLUSCONI SENTENZA RUBY MORA FEDE BUNGA BUNGAB SESSO FIORILLO MINETTI PAL_azzotto PELOSO CALTANISETTA PORTOBELLO Riso Napoleone Riso Rosaria ISOLA DELLE FEMMINE REGGIO CLABRIA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MAFIA INFILTRAZIONI MAFIOSE COPACABANA POMIERO BRUNO Roberto Cappelletti LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTTO 7 A DETERMINA DEL 3 SETTORE N.40 LUCIDO ANTONINO RISO NAPOLEONE LUCIDO MARIA STELLA BODY CENTER ENEA CIMITERO DECADENZA AREA LOTO 7 A DET DEL 1 SETT N.157 SENTENZA 864 2013 BRUNO FRANCESCO BRUNO PIETRO MOROSINI STEFANO GALLINA ENEA VINCENZO ISOLA DELLE FEMMINE SAN LORENZO 1 SAN LORENZO 2 LO BONO VINCENZO RENAULT 18/TL 8 GIUGNO 1982 TAORMINA GIUSEPPE ENEA PIETRO ISOLA DELLE FEMMINE FIAT 124 BIANCA D’AGOSTINO BENEDETTO BENNY MUTOLO NAIMO ONORATO PROCEDIMENTO PENALE 4538 1993 R.G.N.R. LO PICCOLO RICCOBONO MICALIZZI BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 COPACABANA BADALAMENTI VASSALLO GIUSEPPE TROJA ANTONINO BRUNO GIUSEPPE SCALICI SALVATORE COSTA CORSARA AIELLO GIUSEPPE BENITO ALIMENA GIUSEPPA LO CICERO POMIERO GIUSEPPE LUCIDO CATALDO CARDINALE B.B.P. BRUNO GIOVANNI FACCIA MACCHIATA D’AGOSTINO VINCENZO CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA UVA MARIA IMPASTATO GIOVANNI CONIGLIO MARIA CONCETTA

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6 maggio 2014

ASSESSORE AMBIENTE SICILIA LO BELLO E DR CAPILLI COAUTORE PIANO IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE ARS DEL 26 09 2013 DICHIARANO: IL PIANO ARIA SICILIA E' COPIATO


ASSESSORE AMBIENTE SICILIA LO BELLO E DR CAPILLI COAUTORE PIANO IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE ARS DEL 26 09 2013 DICHIARANO: IL PIANO ARIA SICILIA E' COPIATO

Al nostro Blog èpervenuta una email con allegato    la registrazione audio  della audizione  della CommissioneAmbiente della Regione Sicilia  tenutasiil  26 settembre 2013, con la richiestadi pubblicazione 


AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA


  
AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA



Audizione sulle problematiche inerenti il passaggio a livello di via Paestum e ilsistema ferroviario presso il  comune  di Ragusa.
Commissione QUARTA - Ambiente e Territorio 26 settembre 2013
   La seduta inizia alle ore 11.00.

Il PRESIDENTE dichiara aperta la seduta e riferisce che sul tema relativo al piano regionale di risanamento della qualità dell’ariasono state intraprese numerose attività e auspica che si raggiungano dei risultati, vista la presenza dell’Assessore per il territorio e per l’ambiente.

L’onorevole CIRONE ricorda gli atti ispettivi che ha presentato e la risoluzione approvata in Commissione. Dichiara che si tratta di un tema molto delicato che coinvolge interessi sensibili, quale la salute.

Rammenta dell’incontro che la Commissione ha tenuto presso il comune di Melilli e la grave situazione che interessala popolazione della provincia di Siracusa, che attendono risposte concrete e risolutive avverso i fattori inquinanti causati dall’industrializzazione.

L’onorevole SORBELLO, in relazione alla zona di Siracusa, considera prioritari due obiettivi: da una parte la necessitàdella rivisitazione dell’autorizzazione integrata ambientale e dall’altra la opportunità di programmare una nuova collocazione delle centraline, in grado di monitorare costantemente gli agenti inquinanti.

Nonostante consideri apprezzabile l’attività svolta da parte della Provincia di Siracusa e dall’ARPA, allo stato attuale, un’area di 10 chilometri è interessata da emissioni di sostanze altamente pericolose provenienti dalle industrieche sono ivi insediate.

Il dott. LICATA di BAUCINA, dirigente generale ARPA Sicilia, rinvia alle dichiarazione già espresse nella seduta n. 56 dell’11 luglio scorso circa il piano regionale di risanamento della qualità dell’aria, ricordando che l’ARPA ha stipulato con l’assessorato del territorio un protocollo per fornire i dati utili per l’adeguamento del piano al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Sulla problematica riguardante la zona di Siracusa comunica che ha trasmesso al Ministero dell’ambiente una nota con la quale viene chiesta una rivisitazione dell’AIA nella zona de qua.Tuttavia, non essendo organo competente ad inoltrare tale istanza è stata trasmessa all’assessorato del territorio affinchè provvedano.

Il sig. GENCHI, CGIL, osserva che sei anni fa Legambiente denunciava che il piano regionale sulla qualità dell’aria era il prodotto di un copiato dal piano della Regione Veneto. Nonostante una particolare attenzione mediatica, non è susseguito alcun intervento. Infatti, il piano contiene dei riferimenti che non risultano compatibili con il territorio siciliano,anzi, vi sono rinvii a territori pianeggianti e percorsi che appartengono alla realtà veneta. E sebbene sia stata chiesta più volte la revoca del piano, ancora oggi sul sito dell’assessorato del territorio si trova pubblicato il suddetto piano con delle lievi modifiche. Sullearee ad elevato rischio ambientale, come Siracusa, erano state stanziate ingenti somme per il risanamento dell’aria, di cui non si è visto alcun beneficio. Stigmatizza, inoltre, i contenuti della recente AIA sul petrolchimico di Siracusa, che opera dei rinvii in un’ottica di prospettive future.

La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, esprime compiacimento per le iniziative intraprese sull’argomento in merito al quale ha dato risposta alle interrogazioni presentate.

Ammette che il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di un piano di altre regioni, ma assicura che i dati ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di decreti assessoriali.
Sostiene che il ritiro del piano comporterebbe una lacuna e che, pertanto, sarebbe più opportuno procedere ad un aggiornamento dello stesso. Informa che ha avviato dei tavoli su tale tema, affinchè la Regione si adegui alle direttive del decreto legislativo n. 155 del 2010. Assicura che un’attenzione particolare è dedicata all’aria di Siracusa. A tal proposito informa di un prossimo incontro presso il Ministero dell’ambiente sulla rivisitazione dell’AIA di cui ha parlato il dott. LICATA di BAUCINA e sulla rete di monitoraggio dati che deve essere attivata nella Regione. Deposita una relazione redatta dai propri ufficisull’argomento datata il 22 marzo scorso.
L’onorevole SORBELLO chiede che prima di procedere alla rivisitazione dell’AIA vengano coinvolti gli enti locali della zona interessata.

Il dott. CAPILLI (uno dei redattori del Piano n.d.a.), dirigente dell’Assessorato delterritorio e dell’ambiente, riconosce che il piano sia stato copiato da altre regioni, ma è operativo da sei anni ed ha prodotto anche effetti, contenuti in alcuni decreti assessoriali.

Il sig. CIAMPOLILLO, Comitato Cittadino Isola Pulita,rappresenta che il piano attualmente ancora vigente non contiene alcun riferimento alle zone interessate da cementifici. Chiede come l’Italcementi presso Isola delle Femmine abbiaottenuto l’AIA se tali zone non risultano presenti nel piano.

Il PRESIDENTE chiede chiarimenti in merito al rilascio dell’AIA al citato cementificio, senza il presupposto, ovvero la previsione all’interno del piano regionale

Il dott. CAPILLI riconosce che il piano non contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario regionale delle emissioni.

La dott.ssa NICOTRA, esperta in materia ambientale, elenca una serie di sostanze inquinanti che risultano presenti in tutta la zona di Siracusa. Riferisce che le sostanze rilevate sonoaltamente pericolose per la salute umana e il decreto legislativo n. 155 non le elenca tutte. Pertanto, propone che la Regione si faccia carico di aggiungere all’elenco nazionale tali sostanze mediante un atto proprio. Tra queste ricorda le emissioni di PM10 provenienti dalle torce del petrolchimico che sono continuamente accese e le emissioni provenienti dai camini. Dichiara, inoltre, che nella zona sono presenti inceneritori i cuicontrolli sono deferiti alle stesse società titolari dell’impianto. Ritiene che i controlli debbano essere compiuti da unorgano esterno, quale potrebbe essere l’ARPA.

Il PRESIDENTE condivide la proposta di adottare un atto regionale, trattandosi di materia che operando in via restrittiva nel rispetto dell’ambiente e della salute rientra tra le competenze regionali.

L’onorevole CIRONE ritiene che la soluzione sia da individuare nell’adozione di un decreto assessoriale riferiscedi un lavoro di monitoraggio di sostanze non soggette a controllo da parte della prefettura.

Il sig. GENCHI rappresenta le anomalie delle torce che sono sempre accese, sostenendo che servono non come segnale di mal funzionamento, bensì per bruciare alcune sostanze. Avverte sulla necessità di intervenire a disciplinare le bolle di raffineria, su cui riferisce di avere redatto nel 2006, quando prestava servizio presso l’assessorato del territorio, una relazione che contiene proposte normative sulla materia.

Il sig. LA ROSA, CGIL, suggerisce all’Assessore di avviare una consultazione con i rappresentanti di tutte le categorie prima di redigere un nuovo piano sulla qualità dell’aria. E aggiunge che tale piano deve essere coordinato con gli altri pianiregionali, quale ad esempio quello dell’energia.

Il Prof. LOMBARDO, Università di Palermo, contesta le modalità di redazione del piano, non essendo sufficiente inserire dei dati di una regione in un contesto di un’altra regione.

Il PRESIDENTE condivide il suggerimento di creare una rete di coordinamento tra tutti i piani regionali.

L’Assessore LO BELLO chiarisce che gli effetti citati che il piano ha finora prodotto sono effetti relativi all’organizzazione amministrativa. Ritiene meritorio il contributo che la Commissione sta offrendo con la seduta odierna. Si impegna ad organizzare un incontro con le parti presenti successivo al confronto con gli organi ministeriali.

Il sig. CIAMPOLILLO ribadisce l’opportunità di revocare il piano attualmente pubblicato sul sito dell’assessorato. Il PRESIDENTE dichiara concluso il primo punto all'ordine del giorno e passa al secondo punto.
 
Sig.ra LO BELLO Maria, assessore regionale per il territorio e l'ambiente
Dott. BARTOLOTTA Antonino, assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità
Dott. GULLO Gaetano, dirigente generale dipartimento regionale ambiente
Dott. ARNONE Giovanni, dirigente generale dipartimento regionale
infrastrutture, mobilità e trasporti
Dott. LICATA di BAUCINA Francesco, dirigente generale ARPA Sicilia
Dott. PICCITTO Federico, sindaco del comune di Ragusa
Ing. CUCINOTTA Andrea, direttore generale responsabile per la Sicilia di RFI
Prof. LOMBARDO Alberto, Università di Palermo
Dott. FONTANA Domenico, Legambiente Sicilia
Sig. LA ROSA Alfio, CGIL
Sig. GENCHI Gioacchino, CGIL
Sig. JANNI Leandro, Italia Nostra
Sig. PALMIERI Angelo, WWF
Prof. SOLARINO Luigi, Decontaminazione Sicilia
Sig. CASELLA Mario, Decontaminazione Sicilia
Sig.a BIANCO Asessandra, AugustAmbiente
Sig. CIAMPOLILLO Giuseppe, Comitato Cittadino Isola Pulita
Sig. GURRIERI Giuseppe, CUB trasporti provinciale
Sig. RAGUSA Salvatore, CUB trasporti provinciale
Sig. PATRIARCA Andrea, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. COSTA Giuseppe, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. FIRRINCIELI Sergio, comitato NO MURO

  
 

Ambiente, verso un nuovo piano della qualità dell’aria

settembre 27, 2013 • 1 Comments

PALERMO – Il governo regionale sta lavorando ad un nuovo Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria. Lo ha detto ieri, 26 settembre, in Commissione all’Ars, l’assessore al ramo che ha anche accolto la richiesta di associazioni e della di “rendere più cogenti” i controlli sull’inquinamento dell’aria in Sicilia.

«Lo faremo attraverso un testo di legge anzi, se possibile, con decreto assessoriale», ha detto Lo Bello.
Al centro delle preoccupazioni della Commissione, Cgil e associazioni ambientaliste, situazioni come quella dell’area industriale di Siracusa con 10 km di impianti industriali e alcuni inquinanti che, dice Trizzino “non sono neppure contemplati nei decreti legislativi nazionali che regolano la materia. E’ per questo che abbiamo chiesto un intervento legislativo aggiuntivo che migliori e perfezioni la lotta all’inquinamento dell’aria sull’isola”. Sotto i riflettori anche l’operato dell’Arpa.

«Ci sono situazioni paradossali– dice il presidente della Commissione, – A Gela, ad esempio, dove sono presenti 48 camini industriali, per i controlli c’è un solo tecnico dell’Agenzia».

Un capitolo spinoso, quello dell’inquinamento dell’aria in Sicilia.

Non solo per lo scandalo del Piano regionale di risanamento finito nel mirino anche della Procura perché si scoprì – era il 2007, l’assessore era allora Rosanna Inerlandi e il dirigente responsabile, Salvatore Anzà –che il piano era un “copia incolla” di quello del Veneto, ma perché dopo il Piano di risanamento e soprattutto con norme più stringenti rispetto alle emissioni inquinanti, molte aziende potrebbero essere chiamate a un adeguamento degli impianti.

Ma quali sono i tempi del nuovo Piano regionale?

«Lo Bello – dice Trizzino –ha riferito alla Commissione che la programmazione generale è già all’esame del Ministero. E che, una volta avuto l’ok da Roma, il governo riunirà il Tavolo tecnico per stilare il Piano definitivo”.

Di fatto dal 2007 ad oggi, da quando cioé Legambiente svelò in una conferenza stampa che il Piano della Regione siciliana altro non era che la fotocopia di quello della Regione Veneto (risalente al 2000 e, bocciato dalla Commissione Europea), l’isola è rimasta senza un vero strumento di programmazione e pianificazione per il risanamento dell’aria. Per questo, lo scorso aprile i deputati del M5S avevano presentato all’Ars una interpellanza al presidente della Regione, Rosario Crocetta.

E il Gup di Palermo rinviato a giudizio, ad aprile, i presidenti Cuffaro e Lombardo insieme ai rispettivi assessori all’Ambiente. A scandalizzare l’opinione pubblica del Piano fotocopia fu il fatto che tra le parti copiate ce n’erano alcune ch generavano, come si legge nell’interpellanza dei Cinque Stelle “inedite comunanze climatiche tra il Veneto e la Sicilia: tipo il sistema aerologico padano della Regione Sicilia o la limitazione dell’utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima».
http://www.ilmattinodisicilia.it/ambiente-verso-nuovo-piano-della-qualita-dellaria/#sthash.bAme1uee.dpuf

IN SICILIA DAL 9 AGOSTO DELL’ANNO 2007 NON SI RESPIRA LA STESSA ARIA

Il “rigido clima della Sicilia” ci ha reso più Europei, Oltre al Bacino aerologico Padano” in Sicilia abbiamo le “piste ciclabili lungo l’argine dei fiumi e dei canali” presenti nei centri storici dei comuni siciliani

Dal 9 AGOSTO 2007 sembra che in Sicilia sia mutato anche l'assetto autonomistico, dato che anche il Parlamento, l’Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale, come quello del Veneto”

Sono tornate le comunità montane, l'intero territorio è diventato pianeggiante sono nati il Sistema Ferroviario Metropolitano regionale (SFMR), il Comitato di indirizzo e Sorveglianza (CIS), i Tavoli Tecnici Zonali (TTZ), il bollettino dei Centri Operativi Provinciali (COP), ma, di contro, non c'è traccia dei 3 poli petrolchimici, delle centrali termoelettriche, dei cementifici e della distilleria più grande d'Europa; la Gazzetta Ufficiale Siciliana si chiama GUN e non GURS e tra i progetti previsti ne figura uno persino della Regione Lombardia approvato con Decreto della Giunta lombarda e corredato da varie Delibere della medesima Giunta; talune Direttive comunitarie e normative nazionali sono citate in via di emanazione o vigenti, nonostante siano intervenuti l'emanazione, il recepimento e in qualche caso l'abrogazione.Per ogni eventuale dubbio esplicativo o interpretativo, a pag 26, cap 1,§ 1.6, sub § 1.6.1., era indicato il link http://servizi regionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, salvo scoprire che non si era indirizzati ad un documento siciliano, ma direttamente al cap 4 del Piano della Regione Veneto.Risultato:un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni venete.

INDIVIDUATE LE FONTI DA CUI SONO STATE LETTERALMENTETRATTE PAGINE INTERE DEL “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007

Complessivamente il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007:

Le 241 pagine risultano tratte dalle 323 pagine, o da porzioni di esse, tratte da 27 FONTI presenti anche in rete (N.B.: alcuni siti originari hanno subito cambiamenti negli anni, ma le pagine oggetto della copiatura sono state salvate)

Il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” è stato COPIATO da:
  • COPIATE dal “Piano Regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera”D.G.R. 902 del 4 Aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131
  • COPIATE dal "Piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera" DGR 902 del 4 aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131
  • COPIATE da Programma Pluriennale regionale attuativoregolamento CEE 2080 biennio 98/99 pagine n 6
  • COPIATE da Il Turismo in Sicilia pagine n 1
  • COPIATE da Relazione Stato dell’Ambiente Agenda 21 ComunePalermo pagine 7
  • COPIATE da Annuario ARPA 2005 pagine n 18
  • COPIATE da Annuario ARPA 2004 pagine n 49
  • COPIATE da Provincia Torino Ambiente Inquinamento Biossido di Azoto Zolfo pagine n 3
  • COPIATE da Annuario ARPA 2006 pagine n 18
  • COPIATE da AMIA Palermo realzione 1997 1998 pagine n 4
  • COPIATE da AMIA PA III Relazione pagine n 7
  • COPIATE da Carta Climatica e Atlante Climatologico dellaSicilia pagine n 15
  • COPIATE da Università Ferrara Tesi di Laurea“L’Ambiente Naturale” pagine n 1
  • COPIATE da Enea 1999 pagine n 4
  • COPIATE da I Processi di desertificazione pagine n 1
  • COPIATE da Istituto Veneto Tesi di Laurea pagine n 2
  • COPIATE da Piano Provinciale Tutela Qualità aria Prov AutonomaTrento pagine n 1
  • COPIATE da AMIA V Relazione pagine n 9
  • COPIATE da APAT Biomonitoraggio 2005 pagine n 2
  • COPIATE da Linee Guida Comprensorio del Mela pagine n 3
  • COPIATE da ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pagine n 15
  • COPIATE da AMIA 3-4-5- Relazione pagine n 1
  • COPIATE da D.M. 261/02Normativa pagine n 4
  • COPIATE da Genchi Cammarata pagine n 11
  • COPIATE da Piano Direttore Assessorato Turismo Trasporti Sicilia pagine n 3
A cura del Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine
  
http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/

PIANO REGIONE SICILIA DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE ADOTTATO CON D.A. N 176/GAB DEL 9 AGOSTO 2007

Il Piano oltre a rappresentare un collage di capitoli, paragrafi ….. integralmente trascritti da pubblicazioni di altri Enti ed Amministrazioni, riproduce delle “inverosimili” SIMILITUDINI SOMIGLIANZE COPIATURE REFUSI ERRORI …….con l’omologo piano:

IL “PIANO DELLA REGIONE VENETO PER LA TUTELA E IL RISANAMENTO DELL’ARIA” (delibera 452 15 febbraio 2000) ADOTTATO CON DELIBERAZIONE N 57 DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO L’11.11.2004 che nell’APRILE 2006 LA COMMISSIONE AUROPEA BOCCIA

La distribuzione delle pagine del Piano Aria Regione Sicilia Copiato con ilrelativo numero di pagine oltre al Piano Veneto dalle oltre 20 fonti da cui si è “ricopiato”

Capitolo 1:
11 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto 16 Pagine. Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 16 (riportate nel fascicolo da pagina 8 a pagina 16 e da pag 22 a pagina 28) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 8

Capitolo 2:
34 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 15 (riportate nel fascicolo pagine 5-6-8-10-16-17-18-21-43-53 e da pag 55 a pagina 59) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19

Capitolo 3:
30 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 10 (riportate nel fascicolo pagine 4-6-9-12-38 e da pag 46 a pag 9 e pag 56) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19

Capitolo 4-5-6-7-8-9-10-bibliografia glossario:
36 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 27 (riportate nel fascicolo da pag 24 a pag 36 da pag 40 a pag 43 pagine 46 e 47- pagine 51-56-57-58 e da pagina 63 a pagina 66) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiateoltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 24

RIEPILOGO DEL NUMERO DI PAGINE COPIATE:

131 paginedel Piano Aria Venetoricopiate nel Piano Aria Regione Sicilia composto di 241 pagine Pagine intere copiate dal Piano Veneto in N° 68 Pagine INTERE del Piano Sicilia interamentecopiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 70
 
COMMISSIONE AMBIENTE REGIONE SICILIA AUDIZIONE PER RIMOZIONE DAL SITO